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“Acqua alla gola” ai sindaci «Fermate i rincari di Gaia»

MASSA. Gaia spa ha annunciato ulteriori aumenti per il settore idrico del 5% , previsto per il 2018 e ipotizzato dalla Conferenza Territoriale n. 1 dell'ait a luglio dello scorso anno, dentro al...

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MASSA. Gaia spa ha annunciato ulteriori aumenti per il settore idrico del 5% , previsto per il 2018 e ipotizzato dalla Conferenza Territoriale n. 1 dell'ait a luglio dello scorso anno, dentro al piano tariffario per la realizzazione degli interventi indicati dal Piano di Ambito.
La società si è difesa nei giorni scorsi dicendo di aver avviato un percorso di riorganizzazione ed efficentamento dei costi operativi in modo tale da ridurre la loro incidenza sulla tariffa. Aumento, peraltro, giustificato con la necessità di dover fare degli investimenti sulla rete idrica, inadeguata, come tante, a rispondere all’altezza del servizio richiesto. Basti pensare che il 50% dell’acqua che passa per i tubi in città viene puntualmente perduta e sprecata.
Chi non ci sta con questa ricostruzione dei fatti è il comitato “Acqua alla gola”, che mette in fila un po’ di fatti e chiede retoricamente se questi aumenti sono giustificati da investimenti che sarebbero stati fatti nel territorio.
«Di quali investimenti si parla? Nel comune di Massarosa – elencano gli anti Gaia – quando piove dai rubinetti esce acqua marrone, e la stessa cosa succede in alcune frazioni della Lunigiana, il depuratore del Lavello sversa e le case adiacenti si ritrovano piene di liquami. Sempre in Lunigiana le tubature sono a cielo aperto, pertanto l’acqua è bollente d’estate mentre l’inverno congela lasciando case senza il servizio idrico».
Su Massa gli esempi più numerosi: «Qui in effetti ci sono tre foci dove l’ arpat ha vietato in maniera perenne la balneazione, mentre d’estate viene vietata anche in altre zone della costa dove ci sono i depuratori di Gaia da Massa alla Versili , senza contare poi la questione Tallio a Pietrasanta ancora ben lungi da essere risolta. A Massa la potabilizzazione delle acque del Cartaro costa dai duecentomila ai trecentocinquantamila euro all’anno ma chi inquina non paga neppure l’acqua che consuma e la dispersione idrica è al 50 % mentre Gaia arriva a un totale del 46 %. Pertanto dove sono Questi Investimenti?».
E si torna sulla questione bollette e rincari, con un messaggio ai sindaci dei comuni dentro Gaia: «Ma a fronte di tutto ciò abbiamo persone che piangono perché non riescono a pagare le bollette esose emesse, con indicazioni incomprensibili per l’utente. Ora si preannuncia un ulteriore aumento del 5%, forse bisognerà rivederlo anche perché oltre all’aumento per gli investimenti risulta anche la richiesta di un mutuo da 130 milioni sempre per investimenti. Per questo chiediamo una serie di incontri con i sindaci del territorio da tenersi al più presto, preferibilmente in assemblee pubbliche».

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