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Vertenza Carrefour, il 15 si decide il futuro
di Alfredo Faetti
Se non viene trovato l’accordo la palla passa al Ministero L’azienda chiede flessibilità d’orario e blocco degli incentivi
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MASSA. Il 15 maggio: è questa la data da tener d’occhio per i dipendenti Carrefour. Sarà quello con ogni probabilità l’ultimo incontro con la società, in cui le sigle sindacali saranno chiamate a dare una risposta sulle richieste avanzate dall’azienda stessa, alle prese con un piano di riorganizzazione su scala nazionale. Un piano che riguarda ovviamente anche l’ipermercato di Massa e se da una parte i cinquanta esuberi paventati a inizio 2017 sono una possibilità ancora tutta da verificare, dall’altra Carrefour ha presentato delle richieste ben precise: maggiore flessibilità di orario per i dipendenti e un blocco dell’Ifa (imponibile fiscale annua) per un periodo. Due richieste legate a doppio filo con la volontà di abbattere il costo del lavoro. Se i lavoratori daranno mandato ai propri delegati di trattare con l’azienda su questi temi, la vertenza seguirà i tavoli locali; viceversa, dovesse arrivare una bocciatura, la palla passerà al ministero, che tratterà la questione massese su scala nazionale.
I sindacati, dal canto loro, non sono molto convinti di come la società stia impostando la vertenza. «C’è già stata una forte riduzione di personale nell’arco del tempo, passando dai 321 dipendenti del 2010 ai 273 attuali» spiega Francesco Vannucci della Ugl Terziario, che insieme agli altri delegati ha incontrato l’azienda nei giorni scorsi. Un incontro di due ore, in cui Carrefour ha avanzato le sue due richieste principali. La maggior flessibilità nell’orario significa, oltre all’impiego di maggiori contratti part time, anche domeniche lavorative, a seconda delle disponibilità e delle fasce di maggior affluenza nella struttura; il blocco momentaneo dell’Ifa, invece, che verosimilmente andrà a colpire 67 contratti full time, servirà per abbattere il costo del lavoro, ad oggi ritenuto troppo alto per l’ipermercato di Massa.
Questioni da sottoporre ai 270 dipendenti, che convivono ancora con lo spettro ancora non esorcizzato degli esuberi. Una storia già vissuta all’interno dell’attività. «Nel 2010 c’erano 321 dipendenti e con la mobilità volontaria arrivarono 30 esuberi - spiega Vannucci - L’anno dopo è stata attivata la cassa integrazione straordinaria e dal 2011 ad ora, poi, dai 293 dipendenti sono arrivati altri esuberi. È vero che gli incassi sono diminuiti, ma sono aumentati anche gli esuberi».
È questo il punto su cui battono i sindacati. «Sono stati anche terzializzati dei servizi come la benzina, l’autolavaggio e simili: è ovvio che perdi lavoro - conclude Vannucci - Anche adesso si parla di terzializzare l’imbustamento, che a Massa significa una decina di dipendenti. Questo non è più accettabile».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
I sindacati, dal canto loro, non sono molto convinti di come la società stia impostando la vertenza. «C’è già stata una forte riduzione di personale nell’arco del tempo, passando dai 321 dipendenti del 2010 ai 273 attuali» spiega Francesco Vannucci della Ugl Terziario, che insieme agli altri delegati ha incontrato l’azienda nei giorni scorsi. Un incontro di due ore, in cui Carrefour ha avanzato le sue due richieste principali. La maggior flessibilità nell’orario significa, oltre all’impiego di maggiori contratti part time, anche domeniche lavorative, a seconda delle disponibilità e delle fasce di maggior affluenza nella struttura; il blocco momentaneo dell’Ifa, invece, che verosimilmente andrà a colpire 67 contratti full time, servirà per abbattere il costo del lavoro, ad oggi ritenuto troppo alto per l’ipermercato di Massa.
Questioni da sottoporre ai 270 dipendenti, che convivono ancora con lo spettro ancora non esorcizzato degli esuberi. Una storia già vissuta all’interno dell’attività. «Nel 2010 c’erano 321 dipendenti e con la mobilità volontaria arrivarono 30 esuberi - spiega Vannucci - L’anno dopo è stata attivata la cassa integrazione straordinaria e dal 2011 ad ora, poi, dai 293 dipendenti sono arrivati altri esuberi. È vero che gli incassi sono diminuiti, ma sono aumentati anche gli esuberi».
È questo il punto su cui battono i sindacati. «Sono stati anche terzializzati dei servizi come la benzina, l’autolavaggio e simili: è ovvio che perdi lavoro - conclude Vannucci - Anche adesso si parla di terzializzare l’imbustamento, che a Massa significa una decina di dipendenti. Questo non è più accettabile».
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