Il presidio
Consorzio Zia, esposto sulla vendita della sede
di Alfredo Faetti
Oggi l’asta, Benedetti scrive alla Corte dei Conti: bene svalutato
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MASSA. La base d’asta è fissata a un milione e 136mila euro. Da qui, si procederà di 500 euro in 500, sperando di battere l’offerta più alta possibile. Il problema, secondo il consigliere comunale d’opposizione Stefano Benedetti, è che la cifra non sarai mai uguale a quella che la sede del Consorzio Zia, a suo dire, vale realmente. «Ho fatto eseguire alcune stime da professionisti della zona che hanno fissato un valore oscillante tra un milione e mezzo e un milione e 800mila euro», scrive il consigliere alla Corte dei Conti, a cui ha presentato un esposto, convinto che il «fabbricato sia stato sottostimato».
L’edificio di via degli Unni sarà venduto oggi alle 12, attraverso una seduta convocata all’interno della sede stessa. L’alienazione è stata decisa dalla commissaria nominata dalla Regione Toscana Manuela Sodini, che ha inserito questa mossa all’interno del piano industriale, cercando così di ridurre i debiti a cui è chiamato a far fronte l’ente consortile. Una decisione a cui ovviamente è seguita subito una stima da parte di professionisti nominati dalla commissaria, che hanno fissato il valore a un milione e 300mila euro. Quelli ingaggiati da Benedetti, invece, parlano di circa mezzo milione in più. Una differenza non da poco, dato che parliamo di un bene pubblico, che fa riferimento al patrimonio regionale. La segnalazione alla Corte dei Conti, quindi, sta tutta nella differenze di stime.
«Pur ritenendo in buona fede la valutazione eseguita dai tecnici del Consorzio Zona Industriale, credo che ci sia stato errore nel calcolo al quale è necessario rimediare poiché il danno economico potrebbe rasentare minimo i 500mila euro – scrive Benedetti – Pur considerando che il fabbricato è gravato da pesi e vincoli, tra i quali, l’ipoteca volontaria a favore di Banca Carige, l’atto di pignoramento ed una difformità planimetrica, non nutro dubbi sul fatto che sia stato sottostimato». All’interno dell’esposto, il consigliere elenca tutti i motivi di questa sua convinzione. Il primo, è legato alle «ottime condizioni» della struttura, «corredata da grande area pertinenziale comune, costituito da 2 piani fuori terra e un’area uso incubatore, oltre ad un piano destinato ad uso uffici». Inoltre, l’edifico «si trova a breve distanza dal mare». Senza dimenticare poi che «la zona è servita dalle principali linee di comunicazione nord-sud ferrovie, stradali e autostradale che interessano la fascia costiera ed è contigua ad alcune fra le più importanti strutture portuali e aeroportuali del centro Italia, completamente urbanizzata è dotata di una propria area retro portuale in corrispondenza del porto di Marina di Carrara. Sono compresi nell’area la strada statale Aurelia, via Massa Avenza, via Dorsale che l’attraversano tutta, il casello autostradale di Massa e la stazione ferroviaria Massa zona industriale per le merci». Infine, «anche l’aumento per valori dell’offerta pari a 500 euro è troppo bassa rispetto all’importo complessivo trattato».
Tanto riporta l’esposto di Benedetti, che chiede «a tutte le autorità competenti (Comune, Provincia e Regione ndr) di attivarsi affinché sia bloccata la procedura di vendita in attesa di una verifica complessiva per poter accertare il reale valore del complesso immobiliare». Altrimenti, conclude, la palla passerà alla Corte dei Conti.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
L’edificio di via degli Unni sarà venduto oggi alle 12, attraverso una seduta convocata all’interno della sede stessa. L’alienazione è stata decisa dalla commissaria nominata dalla Regione Toscana Manuela Sodini, che ha inserito questa mossa all’interno del piano industriale, cercando così di ridurre i debiti a cui è chiamato a far fronte l’ente consortile. Una decisione a cui ovviamente è seguita subito una stima da parte di professionisti nominati dalla commissaria, che hanno fissato il valore a un milione e 300mila euro. Quelli ingaggiati da Benedetti, invece, parlano di circa mezzo milione in più. Una differenza non da poco, dato che parliamo di un bene pubblico, che fa riferimento al patrimonio regionale. La segnalazione alla Corte dei Conti, quindi, sta tutta nella differenze di stime.
«Pur ritenendo in buona fede la valutazione eseguita dai tecnici del Consorzio Zona Industriale, credo che ci sia stato errore nel calcolo al quale è necessario rimediare poiché il danno economico potrebbe rasentare minimo i 500mila euro – scrive Benedetti – Pur considerando che il fabbricato è gravato da pesi e vincoli, tra i quali, l’ipoteca volontaria a favore di Banca Carige, l’atto di pignoramento ed una difformità planimetrica, non nutro dubbi sul fatto che sia stato sottostimato». All’interno dell’esposto, il consigliere elenca tutti i motivi di questa sua convinzione. Il primo, è legato alle «ottime condizioni» della struttura, «corredata da grande area pertinenziale comune, costituito da 2 piani fuori terra e un’area uso incubatore, oltre ad un piano destinato ad uso uffici». Inoltre, l’edifico «si trova a breve distanza dal mare». Senza dimenticare poi che «la zona è servita dalle principali linee di comunicazione nord-sud ferrovie, stradali e autostradale che interessano la fascia costiera ed è contigua ad alcune fra le più importanti strutture portuali e aeroportuali del centro Italia, completamente urbanizzata è dotata di una propria area retro portuale in corrispondenza del porto di Marina di Carrara. Sono compresi nell’area la strada statale Aurelia, via Massa Avenza, via Dorsale che l’attraversano tutta, il casello autostradale di Massa e la stazione ferroviaria Massa zona industriale per le merci». Infine, «anche l’aumento per valori dell’offerta pari a 500 euro è troppo bassa rispetto all’importo complessivo trattato».
Tanto riporta l’esposto di Benedetti, che chiede «a tutte le autorità competenti (Comune, Provincia e Regione ndr) di attivarsi affinché sia bloccata la procedura di vendita in attesa di una verifica complessiva per poter accertare il reale valore del complesso immobiliare». Altrimenti, conclude, la palla passerà alla Corte dei Conti.
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