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Sindaco e comitati contro i rincari di Gaia
di Alfredo Faetti
Volpi sull’ipotesi di un più 5 per cento dal 2018: «Va scongiurata». “Acqua alla Gola” chiede un incontro in Regione
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MASSA. Una levata di scudi, un coro di no o in qualsiasi altro modo vogliamo chiamarlo. Da Massa arriva una bocciatura categorica all’ipotesi, paventata dal management Gaia dopo l’approvazione del bilancio, di un amento del 5 per cento nelle bollette a partire dal 2018. Un’ipotesi legata al piano di investimenti, a cui il gestore deve far fronte unicamente con risorse proprie. I comitati dell’acqua annunciano battaglia a riguardo, tra chi chiede un incontro con le varie istituzioni (compresa la Regione) e chi sta vagliando sistemi alternativi di gestione della risorsa idrica. Ma il no più altisonante, probabilmente, è quello del sindaco Alessandro Volpi: «gli aumenti devono essere scongiurati», dice.
Una presa di posizione che il primo cittadino massese ribadirà nel corso dei prossimi mesi, assicura, quando verrà studiata nel dettaglio l’ipotesi. «Gaia ha già gli strumenti necessari: è vero che si trattata di aumenti contenuti, per quello che ho capito, ma devono essere scongiurati - dice Volpi - Ne discuteremo anche al prossimo tavolo, pronti a intervenire pure sul piano economico-finanziario». È in questo documento, stilato il luglio scorso durante la conferenza territoriale, che per la prima volta è stata paventata questa ipotesi, ora annunciata.
«Faremo una protesta enorme per fermare questi aumenti» tuona Alfonso Baldi del comitato Acqua alla Gola. «Presenteremo una richiesta di un incontro con la Regione e con i sindaci per poter discutere, sia in modo congiunto che separatamente. Questo sta a loro deciderlo - continua - Assurdità sta nel fatto che la società annuncia l’aumento del fondo per i disagiati (da 600mila euro a un milione) però non tiene conto di quanto siano care le bollette: in questo modo metà popolazione diventerà disagiata. Io ad esempio spendo 1.300 euro all’anno di acqua: costa quanto mandare a scuola un figlio».
Altrettanto contrariata Francesca Galloni, avvocato e rappresentante del comitato il Popolo dell’Acqua. «Il problema sta nel fatto che le bollette sono già alte - dice - Ma in questo caso quello che colpisce maggiormente è il motivo per cui viene chiesto l’aumento, ancora sconosciuto. A fronte degli aumenti quali vantaggi ci sono per i cittadini, costretti ad oggi a fare i conti con un servizio che fa acqua da tutte le parti. Tutto quello che esce da Gaia finisce in bolletta: debiti, investimenti e così via. La responsabilità di questo balletto noi la attribuiamo alla politica, perché gli aumenti vengono votati anche dai sindaci».
Il comitato Acqua, invece, usa toni pacati, ma altrettanto velenosi. «Ormai, continuare a protestare senza stringere non serve a nulla» dice il presidente Galeano Fruzzenti. Per questo sono già al vaglio alcune mosse da mettere in campo, vecchie e nuove. «Bisogna far valere l’atto votato all’unanimità in consiglio comunale due mesi fa, in cui si propone il superamento di Gaia e poi cambiare la legge regionale - dice Fruzzetti - Altrimenti, è l’acqua che deve uscire da Gaia, ovvero va “bollettata” a parte rispetto alle fognature e alla depurazione. Questa è una proposta che abbiamo elaborato insieme al professor Egidio Verona e che presenteremo a fine mese». La discussione, insomma, è appena iniziata.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Una presa di posizione che il primo cittadino massese ribadirà nel corso dei prossimi mesi, assicura, quando verrà studiata nel dettaglio l’ipotesi. «Gaia ha già gli strumenti necessari: è vero che si trattata di aumenti contenuti, per quello che ho capito, ma devono essere scongiurati - dice Volpi - Ne discuteremo anche al prossimo tavolo, pronti a intervenire pure sul piano economico-finanziario». È in questo documento, stilato il luglio scorso durante la conferenza territoriale, che per la prima volta è stata paventata questa ipotesi, ora annunciata.
«Faremo una protesta enorme per fermare questi aumenti» tuona Alfonso Baldi del comitato Acqua alla Gola. «Presenteremo una richiesta di un incontro con la Regione e con i sindaci per poter discutere, sia in modo congiunto che separatamente. Questo sta a loro deciderlo - continua - Assurdità sta nel fatto che la società annuncia l’aumento del fondo per i disagiati (da 600mila euro a un milione) però non tiene conto di quanto siano care le bollette: in questo modo metà popolazione diventerà disagiata. Io ad esempio spendo 1.300 euro all’anno di acqua: costa quanto mandare a scuola un figlio».
Altrettanto contrariata Francesca Galloni, avvocato e rappresentante del comitato il Popolo dell’Acqua. «Il problema sta nel fatto che le bollette sono già alte - dice - Ma in questo caso quello che colpisce maggiormente è il motivo per cui viene chiesto l’aumento, ancora sconosciuto. A fronte degli aumenti quali vantaggi ci sono per i cittadini, costretti ad oggi a fare i conti con un servizio che fa acqua da tutte le parti. Tutto quello che esce da Gaia finisce in bolletta: debiti, investimenti e così via. La responsabilità di questo balletto noi la attribuiamo alla politica, perché gli aumenti vengono votati anche dai sindaci».
Il comitato Acqua, invece, usa toni pacati, ma altrettanto velenosi. «Ormai, continuare a protestare senza stringere non serve a nulla» dice il presidente Galeano Fruzzenti. Per questo sono già al vaglio alcune mosse da mettere in campo, vecchie e nuove. «Bisogna far valere l’atto votato all’unanimità in consiglio comunale due mesi fa, in cui si propone il superamento di Gaia e poi cambiare la legge regionale - dice Fruzzetti - Altrimenti, è l’acqua che deve uscire da Gaia, ovvero va “bollettata” a parte rispetto alle fognature e alla depurazione. Questa è una proposta che abbiamo elaborato insieme al professor Egidio Verona e che presenteremo a fine mese». La discussione, insomma, è appena iniziata.
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