Il Tirreno

Ricordi e preziosi nell’Orologeria Gianni Ferrari 

di ALDO ANTOLA
Ricordi e preziosi nell’Orologeria Gianni Ferrari 

L’attività, aperta durante la guerra nel ’43, ripartì con slancio dopo la Liberazione

5 MINUTI DI LETTURA





È uno dei simboli di Massa, anche perché da sempre ha commerciato oggetti che restano come ricordi delle grandi occasioni o di ogni festa e ricorrenza in ogni famiglia: orologi, oro e affini. Si tratta della gioielleria Gianni Ferrari situata proprio nel centro della città ad angolo fra il palazzo del Municipio e ilTeatro Guglielmi che con Piazza Aranci e gli altri edifici centenari della città nelle vicinanze hanno formato e mantenuto il centro storico. E, come la ricostruita Massa, la gioielleria è rinata nel dopoguerra.
Gli inizi di questa storica attività sono a Carrara, a cavallo fra le due guerre mondiali. Ma prima di addentrarci nei particolari degli sviluppi della dinastia Ferrari da quel periodo ai giorni nostri ci facciamo raccontare le varie discendenze dall'ultimo dei Ferrari, Manlio 44 anni e attuale titolare dell'attività.
«Tutto inizia a Carrara con un semplice laboratorio di riparazione, vendita orologi e oro da parte del mio bisnonno Pietro Ferrari – comincia Manlio - nel periodo della prima guerra mondiale, poi la gravissima crisi del 1929, che ancora oggi viene ricordata e spesso paragonata a quella attuale, lo costringe a chiudere e pochi anni dopo muore.
Riapre l'attività il figlio di Pietro, Manlio nel 1943 molto coraggiosamente, visto che eravamo nel mezzo di un'altra guerra, ma questa volta a Massa e per caso ancora in una via dallo stesso nome, via Alberica, vicino a piazza Mercurio. E sempre con la stessa attività, vendita, riparazione orologi e oggetti vari. Ma poco dopo anche qui deve chiudere perché arrivano i bombardamenti e deve sfollare, come tutti gli altri negozi, farmacie comprese. Alla fine, dopo la Liberazione ritorna in città e riapre, aggiungendo alla prima attività di orologeria, anche la gioielleria. Riapre con la moglie Silvana Catelani che avrà grande importanza nello sviluppo del negozio e dell'azienda. Poi cresce la famiglia ed anche il fatturato e Manlio decide di aprire un altro punto vendita all'inizio di Via Bastione (o Piazza del Teatro Guglielmi), quella dove siamo tutt'ora. Però decidono di lanciare nella nuova sede il figlio Gianni che è cresciuto, già da tempo aveva iniziato a lavorare nel negozio ed ora poteva camminare con le proprie gambe. Loro, i nonni Manlio e Silvana decidono di restare nel primo negozio di via Alberica. Poi, ed è purtroppo storia abbastanza recente, Gianni, mio padre, improvvisamente scompare nel 2002 ed io appena trentenne ho dovuto accelerare la maturazione e continuare da solo. Un bel periodo con mio padre! Ho molto sentito la sua mancanza anche perchè lui era un tipo in gamba, molto dinamico, nel periodo della sua gestione, anni ottanta e novanta, aveva aperto anche altri due negozi, uno a Carrara in via Verdi n. 3 e l'altro a La Spezia in Corso Cavour 10».
Poi Manlio, che ha preso il nome dal nonno, per diverse volte interrompe il racconto perché viene spesso chiamato al telefono o da clienti e fornitori ma trova il tempo di prendere decisioni immediate e continuare a raccontarci la storia. Nel frattempo è arrivata la madre, Luigina Mattei che anche se ora non frequenta molto il negozio viene spesso a controllare e sostenere il suo pargolo, anche se pure Manlio ormai ha famiglia e la quinta generazione, la figlia Claudia di nove anni che è il “gioiello” principe della gioielleria, è sulla strada giusta.
«Del bisnonno Pietro non so quasi nulla – continua Manlio - perché non ho fatto in tempo nemmeno a conoscere nonno Manlio deceduto nel 1964 a soli 53 anni ed io ancora non ero nato, poi anche la scomparsa prematura di mio padre Gianni ha contribuito a non farmi avere notizie maggiori di loro».
Luigina ascolta il figlio con un bel sorriso, interviene volentieri nel racconto dei ricordi, madre e figlio si consultano per mettere a punto date e luoghi, per altre notizie Manlio deve ricorrere col telefono ad una zia dalla memoria ferrea.
«Molto importante, come ho già accennato – riprende Manlio - e decisivo è stato l'apporto della nonna Silvana specialmente in alcuni momenti dove bisognava prendere decisioni importanti, come spostare l'attività o trovare gli ambienti giusti, oltre a sostenere il nonno nel negozio e guidare la casa ed anche quello della mamma quando è venuto a mancare mio padre ed ho dovuto assumere responsabilità importanti per un ragazzo. La nonna Silvana poi era conosciutissima a Massa, quasi tutta la città ha avuto almeno una volta contatto se non di amicizia almeno commerciale con lei. Insomma il mio ora è un impegno notevole che mi vede in pista per molte ore al giorno, anche perché devo seguire pure il negozio di Carrara, le responsabilità sono al massimo».
Com'è l'attività adesso, è cambiato qualcosa in questi ultimi anni? «Nel corso di questi ultimi venti anni circa il mercato è cambiato molto – prosegue Manlio con la madre Luigina che con grandi sorrisi ogni tanto interviene, si vede che c'è buon feeling - con l'avvento di grandi gruppi e nuove marche abbiamo dovuto prestare maggiore attenzione alle richieste del mercato che si andavano modificando, ora è un mestiere di tendenza delle mode da seguire, ed anche con grande attenzione. Anche se devo dire che i regali classici, per cerimonie o altri eventi sono rimasti punti fermi, come si dice oro è per sempre».
Che marche fanno tendenza o che sono più richieste? «Ci sono marche ormai collaudate, garanzie assolute che ci siamo curate nel tempo, come la Pomellato, la DoDo, Pandora per prodotti da gioielleria, invece per quanto riguarda l'orologeria andiamo sulla Hamilton, ma abbiamo anche altre marche».
Il negozio, molto fine ed elegante e con un personale guidato da Manlio e composto da Antonella, Lara e Veronica molto affidabile, che mette i clienti nelle migliore condizione di scegliere con consigli veramente qualificati (ce ne siamo accorti nell'attesa di Manlio mentre erano impegnate con i clienti) è anche un punto di riferimento per la città sia per la sua posizione che per la vicinanza allo storico teatro Guglielmi. «E' vero – riprendono un po' insieme Manlio e la madre Luigina - e spesso nei pomeriggi, quando alla sera ci sono gli spettacoli, entrano e qualche volta fanno acquisti artisti importanti, ricordiamo per esempio Mariangela Melato e Monica Guerritore fra i più famosi entrati negli ultimi tempi, altri magari non li riconosciamo ma ci accorgiamo che sono attori dal comportamento e anche perché li vediamo poi aggirarsi vicino al teatro”.
©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Il presidio

Peccioli, scatta la protesta contro l’ossicombustore: «Non siamo la discarica della Toscana»

di Redazione Pontedera