Il Tirreno

«Il corteo dei fascisti non si doveva fare» 

«Il corteo dei fascisti non si doveva fare» 

Le senatrici 5 stelle Paglini e Bottici interrogano il ministro dell’interno Minniti «Ci si chiede come la Prefettura non abbia preso provvedimenti adeguati»

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MASSA. Di braccia tese e saluti fascisti durante il corteo di Lotta Studentesca a Massa si continua a parlare. E a essere interpellato è di nuovo il ministro dell’interno Marco Minniti e stavolta a farlo sono le senatrici apuane del movimento 5 stelle.
Infatti Sara Paglini, unitamente alla collega Laura Bottici, ha richiesto al Ministro dell'Interno chiarimenti sulla manifestazione organizzata a Massa da "Lotta studentesca", struttura giovanile di "Forza Nuova" e del corteo di poche centinai di metri ha sfilato in via del Patriota, contrariamente alle attese di un presidio, che si è comunque svolto, in zona industriale.
Le due senatrici apuane nell'interrogazione inviata al Viminale precisano che «le modalità con cui si è svolto il raduno evidenziano come non sia stato un evento improvvisato, ma si è trattato di un corteo pianificato ed organizzato con il chiaro intento di provocare contrasti e polemiche e ci si chiede come la Prefettura non abbia preso per tempo gli adeguati e opportuni provvedimenti». Insomma le critiche che già in questi giorni erano piovute sulla gestione della piazza. La prefettura e la questura avevano risposto parlando disemplice scorta da “punto A a un punto B”.
«È grave pensare – sostengono le senatrici – che i manifestanti, convenuti a Massa da diverse parti d'Italia, abbiano potuto agire indisturbati, intonando con i megafoni cori fascisti e issando bandiere e striscioni. La manifestazione rappresenta un evidente affronto alle istituzioni democratiche e ai sacrifici patiti durante la Resistenza sia dalla città di Massa, decorata di Medaglia d'Oro al Merito Civile, come della provincia, in riconoscimento degli sforzi compiuti durante la lotta di liberazione contro l'occupazione nazi-fascista. Ed è stata la prima a essere premiata tra le province italiane».
A onor del vero bisogna anche dire che nei giorni precedenti la manifestazioni e durante i due appuntamenti di protesta, il corteo antifascista e il presidio dell’Anpi, i 5 stelle massesi non erano presenti.
Le senatrici oggi però ricordano che «la XII disposizione transitoria e finale della Costituzione della Repubblica Italiana vieta "la riorganizzazione, sotto qualsiasi forma, del disciolto partito fascista" e la legge Scelba condanna e punisce con la reclusione chi partecipa o organizza manifestazioni che inneggiano al fascismo».
E così concludono, appellandosi al ministro Minniti, per «promuovere un'indagine conoscitiva per ricomporre gli avvenimenti di quella giornata e di attivarsi affinché siano presi opportuni e solleciti provvedimenti affinché un simile affronto alle istituzioni democratiche non abbia a ripetersi».
Libero Red Dolce

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