Il presidio
Carrara, il forno crematorio può partire
Dalla conferenza dei servizi di Lucca arriva l’autorizzazione ambientale
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CARRARA. Parere positivo dalla conferenza dei servizi al forno crematorio di Turgliano.
Ieri mattina gli enti competenti riuniti a Lucca si sono espressi a favore del progetto, che ha quindi incassato l’autorizzazione unica ambientale, un documento rilasciato da Asl, Arpat e Commissione Urbanistica della Regione Toscana.
«Sono molto soddisfatto, è stato un percorso lungo, soprattutto per la burocrazia che in questi casi ha davvero dei tempi insostenibili. Non nascondo che per la nostra società sarebbe stato importante partire prima. Ma come spesso accade nel nostro paese non c’è abbastanza velocità» ha commentato l’amministratore unico di Apuafarma Fabrizio Volpi che ieri mattina era a Lucca per attendere il verdetto.
Il forno crematorio di Turgliano, lo ricordiamo, è un progetto da 1, 9 milioni di euro voluto da Apuafarma e realizzato nell’area cimiteriale tra il viale XX settembre e il quartiere del Marasio.
Secondo il cronoprogramma illustrato dallo stesso Volpi, incassata l’autorizzazione ambientale, adesso serviranno un paio di mesi per attivare la struttura. Questo significa che l’impianto potrebbe entrare in funzione a inizio luglio, a meno che l’azienda non decida di rinviare tutto a dopo la pausa di Ferragosto.
La capacità del forno crematorio di Apuafarma è di circa 8mila cremazioni all’anno ma la municipalizzata che lo ha costruito e lo gestirà si è data come obiettivo quello delle mille cremazioni all’anno, ovvero la soglia necessaria a rientrare nei costi dell’opera.
«La richiesta su Carrara oggi è di circa 500-600 cremazioni ogni 12 mesi. Con l’attivazione dell’impianto ci aspettiamo un aumento del 10%. Anche con questa previsione, con un servizio rivolto ai soli residenti del nostro comune non raggiungeremmo la soglia necessaria a far quadrare i conti» spiega Volpi.
L’amministratore unico ricorda che affinché l’impianto sia economicamente sostenibile servono almeno 1000 cremazioni all’anno: «È indispensabile per mantenere il servizio senza gravare sui cittadini. Altrimenti il municipio sarebbe costretto a intervenire per ripianare il bilancio del forno». Volpi insiste molto su questo punto perché sa che il comitato “Salute pubblica”, quello fondato dai residenti della zona adiacente l’impianto, chiede di limitare l’accesso al servizio ai soli abitanti del comune di Carrara. Cosa che secondo l’amministratore unico di Apuafarma farebbe sballare i conti su cui è stata calcolata la sostenibilità economica dell’impianto. «Posso assicurare che si tratta di un impianto a emissioni zero. E l’autorizzazione ambientale arrivata dalla conferenza dei servizi è la prova provata che il progetto ha tutti i requisiti del caso. I residenti possono stare tranquilli» garantisce l’amministratore di Apuafarma. Chissà se le parole di Volpi e la certificazione rilasciata ieri mattina saranno sufficienti a placare il comitato. Quello che è certo è che nell’area cimiteriale di Turgliano ormai è tutto pronto e che in città sono molti ad attendere l’attivazione di questo servizio. La domanda di cremazioni, non solo a Carrara ma in tutto il paese, è in aumento e avere a disposizione un impianto sul territorio permetterebbe a molte persone di evitare lunghi e costosi viaggi per rivolgersi ad altre strutture, come quella di Alessandria, dove sono stati cremati molti carraresi.
Cinzia Chiappini
Ieri mattina gli enti competenti riuniti a Lucca si sono espressi a favore del progetto, che ha quindi incassato l’autorizzazione unica ambientale, un documento rilasciato da Asl, Arpat e Commissione Urbanistica della Regione Toscana.
«Sono molto soddisfatto, è stato un percorso lungo, soprattutto per la burocrazia che in questi casi ha davvero dei tempi insostenibili. Non nascondo che per la nostra società sarebbe stato importante partire prima. Ma come spesso accade nel nostro paese non c’è abbastanza velocità» ha commentato l’amministratore unico di Apuafarma Fabrizio Volpi che ieri mattina era a Lucca per attendere il verdetto.
Il forno crematorio di Turgliano, lo ricordiamo, è un progetto da 1, 9 milioni di euro voluto da Apuafarma e realizzato nell’area cimiteriale tra il viale XX settembre e il quartiere del Marasio.
Secondo il cronoprogramma illustrato dallo stesso Volpi, incassata l’autorizzazione ambientale, adesso serviranno un paio di mesi per attivare la struttura. Questo significa che l’impianto potrebbe entrare in funzione a inizio luglio, a meno che l’azienda non decida di rinviare tutto a dopo la pausa di Ferragosto.
La capacità del forno crematorio di Apuafarma è di circa 8mila cremazioni all’anno ma la municipalizzata che lo ha costruito e lo gestirà si è data come obiettivo quello delle mille cremazioni all’anno, ovvero la soglia necessaria a rientrare nei costi dell’opera.
«La richiesta su Carrara oggi è di circa 500-600 cremazioni ogni 12 mesi. Con l’attivazione dell’impianto ci aspettiamo un aumento del 10%. Anche con questa previsione, con un servizio rivolto ai soli residenti del nostro comune non raggiungeremmo la soglia necessaria a far quadrare i conti» spiega Volpi.
L’amministratore unico ricorda che affinché l’impianto sia economicamente sostenibile servono almeno 1000 cremazioni all’anno: «È indispensabile per mantenere il servizio senza gravare sui cittadini. Altrimenti il municipio sarebbe costretto a intervenire per ripianare il bilancio del forno». Volpi insiste molto su questo punto perché sa che il comitato “Salute pubblica”, quello fondato dai residenti della zona adiacente l’impianto, chiede di limitare l’accesso al servizio ai soli abitanti del comune di Carrara. Cosa che secondo l’amministratore unico di Apuafarma farebbe sballare i conti su cui è stata calcolata la sostenibilità economica dell’impianto. «Posso assicurare che si tratta di un impianto a emissioni zero. E l’autorizzazione ambientale arrivata dalla conferenza dei servizi è la prova provata che il progetto ha tutti i requisiti del caso. I residenti possono stare tranquilli» garantisce l’amministratore di Apuafarma. Chissà se le parole di Volpi e la certificazione rilasciata ieri mattina saranno sufficienti a placare il comitato. Quello che è certo è che nell’area cimiteriale di Turgliano ormai è tutto pronto e che in città sono molti ad attendere l’attivazione di questo servizio. La domanda di cremazioni, non solo a Carrara ma in tutto il paese, è in aumento e avere a disposizione un impianto sul territorio permetterebbe a molte persone di evitare lunghi e costosi viaggi per rivolgersi ad altre strutture, come quella di Alessandria, dove sono stati cremati molti carraresi.
Cinzia Chiappini
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