Il Tirreno

Buco Apuafarma, 2 dipendenti dal Gip 

di Cinzia Chiappini
Buco Apuafarma, 2 dipendenti dal Gip 

A giugno il giudice deciderà se rinviare a giudizio i due lavoratori sotto accusa i per l’ammanco in bilancio da 400mila euro

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CARRARA. Dovranno presentarsi davanti al giudice per le indagini preliminari intorno alla metà di giugno i due dipendenti di Apuafarma coinvolti nello scandalo per gli ammanchi nelle casse dei servizi cimiteriali della municipalizzata.
Secondo indiscrezioni, le indagini sono ormai concluse e di qui a poco più di un mese il Gip si pronuncerà sul rinvio a giudizio dei due lavoratori.
Si tratta di una vicenda molto delicata che risale all’inizio del 2015 quando, dopo la scoperta del buco da 400 mila euro nel bilancio di Apuaframa, la nuova gestione della municipalizzata iniziò a spulciare i conti dell’azienda. Fu allora che si scoprì che gli ammanchi erano iniziati intorno agli anni 2007-2008 e che riguardavano esclusivamente i servizi cimiteriali. L’ipotesi su cui ha indagato la procura è che a partire da quel momento due dipendenti abbiano fatto “sparire” ogni mese cifre che oscillavano dai 9.000 agli 80.000 euro consegnando ai cittadini che pagavano un servizio, non veri scontrini o ricevute ma una semplice nota assolutamente priva di valore fiscale. Tra le pseudo fatture e il costo reale dei servizi ovviamente non c’era alcuna corrispondenza, così come sono emerse discrepanze tra le tariffe dei servizi e i corrispettivi incassati. All’inizio gli ammanchi erano di entità contenuta - si fa per dire - fino a un massimo di 9.000 euro al mese. Poi i due dipendenti ci avrebbero preso gusto fino ad arrivare a sottrarre in un mese 80.000.
Non solo. Sempre secondo le ipotesi circolate fin qui, inizialmente a sottrarre denaro alle casse di Apuafarma sarebbe stato un solo dipendente. Solo successivamente se ne sarebbe aggiunto un secondo. I due avrebbero agito con tempi e modalità diverse, non in concorso tra loro e avrebbero anche “incassato” cifre diverse: in un caso si parla di circa 15mila euro e nell’altro di oltre 370 mila euro. Un totale davvero imponente raggiunto attraverso quella che potrebbe essere definita un’opera certosina di sottrazione di risorse alle casse della municipalizzata.
L’inchiesta non a caso prese le mosse proprio dalla denuncia che i vertici di Apuafarma presentarono alla Procura e che adesso potrebbe essere arrivata a una tappa cruciale.
Quella della decisione sul rinvio a giudizio dei due ormai ex dipendenti della municpalizzati, allontanati ormai quasi due anni fa.

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