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Alluvionati furiosi: «Silenzio dalle banche sui risarcimenti»

CARRARA. Sei mesi se ne sono andati nel silenzio più assoluto. Dalle banche non è partita alcuna chiamata e chi tre anni fa ha perso tutto (o quasi) dovrà armarsi di pazienza, in attesa che il...

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CARRARA. Sei mesi se ne sono andati nel silenzio più assoluto. Dalle banche non è partita alcuna chiamata e chi tre anni fa ha perso tutto (o quasi) dovrà armarsi di pazienza, in attesa che il telefono squilli. «Sei mesi buttati via e intanto c’è gente che non può ripartire con la sua attività o non può rientrare a casa» dice Antonio Forti, facendosi portavoce di una denuncia più ampia. A lanciarla sono gli alluvionati del 2014, vittime della furia dell’acqua nella zona di Marina di Carrara; il mittente, invece, sono le banche che hanno stretto un accordo con la Protezione civile nazionale per quanto riguarda i risarcimenti per calamità naturale, ad oggi ancora fermi al palo.
«L’accordo tra gli istituti di credito, tra cui la CariSpezia che è quella locale, e la Protezione civile è stato firmato il novembre scorso, ma ad oggi nessuno degli aventi diritto che ha depositato la documentazione necessaria è stato contattato, benché tutti quanti abbiano già presentato nome e richiesta da due mesi - spiega Forti - Ci sono complessivamente diciotto mesi per poter ottenere la cifra prevista per il risarcimento, ma ad oggi sei sono andati completamente persi». Intanto, i negozi danneggiati non sono stati riaperti, mentre alcune abitazioni presentano ancora i segni del disastro. «C’è gente che ha bisogno di questi rimborsi: non sono cifre da poco e le persone hanno la necessità di poter riprendere con il proprio lavoro» continua il residente di Marina di Carrara.
Ma c’è anche dell’altro. «Le banche hanno prodotto dei documenti da firmare per i risarcimenti: una ventina di pagine in tutto - continua Forti - Io ho chiesto di poter visionare questi documenti, in modo da arrivare preparato, ma mi hanno detto che non possono concedere una copia di questa documentazione fino al momento delle firma. E come facciamo ad arrivare preparati alla firma se non sappiamo cosa ci viene questo?».
Alfredo Faetti
©RIPRODUZIONE RISERVATA.

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