Il Tirreno

I quattromila di Fosdinovo per il 25 Aprile 

I quattromila di Fosdinovo per il 25 Aprile 

Paese assediato dai visitatori per la ricorrenza tra canti partigiani, musiche folk e dibattiti

2 MINUTI DI LETTURA





FOSDINOVO. Musiche partigiane, secondo la tradizione ma anche arrangiate. Musiche ska, funk e reggae. I racconti di chi l’occupazione nazifascista l’ha vissuta sulla propria pelle. I dibattiti, il vino, il buon cibo, l’Amaro Partigiano. L’aria minacciosa del cielo che ha salutato la mattina del 25 Aprile apuano non ha rotto la tradizione di Fosdinovo, che anche ieri ha ospitato quattromila persone per la festa della Liberazione. Numeri facili da intuire grazie al pranzo: mille e trecento coperti apparecchiati e due turni per permettere di mangiare a tutti i presenti. Paste, grigliata, piatti vegani e vegetariani. Un’atmosfera di festa in grado di rievocare tutti i sentimenti che si condensano in questa data e che trovano nel paese lunigianese uno dei suoi punti di riferimento, in Toscana e non solo.
Dopo pranzo, è arrivato il momento della musica, con il grande concerto che come sempre ha animato il borgo. Sul palco si sono alternati il Coro Garibaldi d’assalto, Suonatori Terra terra, Nai et les hommes du monde, Orchestra filarmonica fatica e sudore, Maz Vilander & Makadam Zena, Alessio Lega, Paolo Ciarchi, Isabella Cagnardi, Claudio Cormio, Davide Giromini, Francesco Pelosi, Rocco Rosignoli, Blips, Poga roba, Contratto sociale, Visibì, Sindacato del Mojo, Los caimanos. Musiche di ogni genere e tipo, capaci di ripercorrere la tradizione partigiana ma anche di ripensarla, attraverso le note, ai giorni nostri, grazie all’estro degli artisti chiamati a dare spettacolo sul palco. Quello stesso spazio poi riservato ai partigiani e ai loro racconti, incentrati su quei giorni del ‘45 che segnarono tutta l’Italia.
Una giornata di intrattenimento e celebrazione no stop ben organizzata, sotto ogni punto di vista. La raccolta dei rifiuti ne è l’esempio più calzante, con una raccolta differenziata spinta che ha permesso di recuperare ogni sorta di spazzatura creata dai quattromila visitatori che hanno riempito Fosdinovo, capace dunque di confermarsi come un epicentro nell’universo delle celebrazioni della Liberazione, che quest’anno è giunta al suo 72esimo anniversario. E il borgo lunigianese ne è stato ancora protagonista. (al.f.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Primo piano
La tragedia

Cecina, il parto in casa e il neonato morto in una busta: i dubbi da chiarire

di Claudia Guarino