«Ronchi deve ripartire dalle manifestazioni»
di Libero Red Dolce
I commercianti contro la vulgata che vuole l’area in abbandono e degrado «Qui è tutto in ordine, negli ultimi anni è mancata la capacità di programmare»
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MASSA. Otto anni di limbo e ora l’attesa del rinnovamento. I commercianti di Ronchi non ci stanno ad assistere passivamente alla “lapidazione” della loro zona, che non vedono degradata e abbandonata a se stessa. Il problema, a loro dire, è stata un’incapacità complessiva di valorizzare l’area negli ultimi anni. A partire dalla piazza.
«Non si può certo dire che il parco della piazza sia in cattive condizioni – spiega Alessio Mosti, storico proprietario delle giostre per i bimbi – chi lo dice o non lo frequenta o non ha idea di cosa ha visto. L’erba è ben tagliata, solo pochi giorni fa hanno fatto un intervento dal Comune, che va detto, qui è stato sempre molto disponibile con ogni nostra richiesta o segnalazione».
E in effetti il parco si presenta tosato fresco, con molte famiglie con i bambini che giocano. L’atmosfera è rilassante, con mamme e papà che lasciano che i piccoli si allontanino da soli e frughino in giro. C’è qualche cestino dei rifiuti pieno da svuotare. «È ordinaria amministrazione – ride Mosti – i cestini si riempiono e si svuotano. Se questo è degrado...».
E Ronchi è una piccola zona dove c’è tutto. Panetterie, negozi di vestiario, bar, ristoranti, la pineta e a due passi il mare. E una storia, anche culturale, ancora capace di esercitare fascino per chi ha la pazienza di sollevare il coperchio del tempo.
Per qualche anno però le cose non sono andate tanto bene. «C’è stata una gestione della piazza che definirei poco lungimirante – spiega Elena Cantoni, proprietaria del negozio di abbigliamento Elena C. Ronchi – che ha portato a una forte disaffezione per la zona. Qui quando sono arrivata, circa 10 anni fa, tenevo il negozio aperto. Da piccola ricordo che venivo e c’era Lucchesi, un negozio di vestiario di mia zia. Lei per l’intera stagione stava aperta la sera. Il punto è che la strada era chiusa e c’era molto passeggio. Si passeggiava e aveva senso venire qui per trovare qualcuno o qualcosa».
Il punto è proprio questo: la moria di eventi. Un’associazione ha gestito per anni il parco ma il bilancio, almeno per i commercianti, non è proprio positivo. «Sono mancate proprio le manifestazioni – rincara Mosti – abbiamo attraversato una fase depressiva. Si guardava poco a fuori e c’era poco confronto. Da un mese un nuovo gruppo, l’Associazione Leonardo, ha vinto il bando per il parco. Ci hanno convocati e illustrato un programma di massima, e siamo soddisfatti».
Sul passato non vogliono tornare troppo. «Ronchi non ha bisogno di polemiche ma di buona pubblicità», dicono.
La speranza insomma è che con il nuovo corso Ronchi torni a riempirsi dei banchetti di libri, delle meraviglie nascoste degli antiquari e dello struscio della gente. Di fascino e storia ce n’è da vendere, è tempo di ripartire.
«Non si può certo dire che il parco della piazza sia in cattive condizioni – spiega Alessio Mosti, storico proprietario delle giostre per i bimbi – chi lo dice o non lo frequenta o non ha idea di cosa ha visto. L’erba è ben tagliata, solo pochi giorni fa hanno fatto un intervento dal Comune, che va detto, qui è stato sempre molto disponibile con ogni nostra richiesta o segnalazione».
E in effetti il parco si presenta tosato fresco, con molte famiglie con i bambini che giocano. L’atmosfera è rilassante, con mamme e papà che lasciano che i piccoli si allontanino da soli e frughino in giro. C’è qualche cestino dei rifiuti pieno da svuotare. «È ordinaria amministrazione – ride Mosti – i cestini si riempiono e si svuotano. Se questo è degrado...».
E Ronchi è una piccola zona dove c’è tutto. Panetterie, negozi di vestiario, bar, ristoranti, la pineta e a due passi il mare. E una storia, anche culturale, ancora capace di esercitare fascino per chi ha la pazienza di sollevare il coperchio del tempo.
Per qualche anno però le cose non sono andate tanto bene. «C’è stata una gestione della piazza che definirei poco lungimirante – spiega Elena Cantoni, proprietaria del negozio di abbigliamento Elena C. Ronchi – che ha portato a una forte disaffezione per la zona. Qui quando sono arrivata, circa 10 anni fa, tenevo il negozio aperto. Da piccola ricordo che venivo e c’era Lucchesi, un negozio di vestiario di mia zia. Lei per l’intera stagione stava aperta la sera. Il punto è che la strada era chiusa e c’era molto passeggio. Si passeggiava e aveva senso venire qui per trovare qualcuno o qualcosa».
Il punto è proprio questo: la moria di eventi. Un’associazione ha gestito per anni il parco ma il bilancio, almeno per i commercianti, non è proprio positivo. «Sono mancate proprio le manifestazioni – rincara Mosti – abbiamo attraversato una fase depressiva. Si guardava poco a fuori e c’era poco confronto. Da un mese un nuovo gruppo, l’Associazione Leonardo, ha vinto il bando per il parco. Ci hanno convocati e illustrato un programma di massima, e siamo soddisfatti».
Sul passato non vogliono tornare troppo. «Ronchi non ha bisogno di polemiche ma di buona pubblicità», dicono.
La speranza insomma è che con il nuovo corso Ronchi torni a riempirsi dei banchetti di libri, delle meraviglie nascoste degli antiquari e dello struscio della gente. Di fascino e storia ce n’è da vendere, è tempo di ripartire.
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