Il Tirreno

Tour nei luoghi simbolo dell’alluvione 

di Benedetta Bianchi
Tour nei luoghi simbolo dell’alluvione 

I comitati all’assessore Fratoni: «I danni sono ancora nei cuori e nella mente». Illustrato il piano dei lavori

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MASSA. «Sono io che ringrazio voi per il lungo tour perché pur non essendo un tecnico mi rendo conto della situazione»: così l’assessore alla difesa del suolo della Regione Toscana Federica Fratoni ha commentato il sopralluogo nelle zone di Massa che furono alluvionate nel novembre 2012.
Una visita richiesta dai comitati alluvionati per fare un punto sui lavori fatti, ma soprattutto sulle opere contro il rischio idraulico e idrogeologico che devono ancora partire. L’assessore Fratoni «non si è messa gli stivali come aveva detto», ha scherzato Ivo Zaccagna, presidente del comitato Ricortola-Casone-Bondano-Partaccia, «ma ha comunque camminato in tutte le zone “simbolo” del territorio, quelle toccate dall’alluvione di cinque anni fa».
Deciso il sindaco Alessandro Volpi: «L’auspicio è che la Regione acceleri i tempi per i finanziamenti; finché le opere erano di competenza comunale le abbiamo fatte, ora possiamo solo sollecitare la Regione Toscana. Il territorio aspetta da tempo le risposte ed è indispensabile che la Regione segua velocemente l’iter».
Con il comitato di Ricortola, il comitato di Romagnano con il presidente Giorgio Berti e Giancarlo Casotti per il comitato di Alteta, oltre all’assessore regionale erano presenti l’ingegnere del Genio Civile Gennarino Costabile, il sindaco di Massa Alessandro Volpi e il vicesindaco Uilian Berti, i rappresentanti del Consorzio di Bonifica 1 Toscana Nord e il consigliere regionale Pd, Giacomo Bugliani.
Il gruppo è partito da Ricortola, da via delle Pinete e dal Lungomare di fronte all’alberghiero per valutare il problema erosione per poi ripercorrere via Pietrasanta, dove ci fu la rottura dell’argine sul Ricortola, arrivare al Lavello, al ponte di Alteta e terminare il lungo tour a Romagnano dove i lavori «sono maestosi, ma incompleti», ha precisato Giorgio Berti, presidente del comitato.
Poi tutti in sala del consiglio comunale per il tavolo tecnico che si aggiornerà di nuovo a metà estate, dopo una conferenza dei servizi, per dare ai cittadini risposte ancora più certe.
Già ieri, però, sono arrivati progetti, tempi e costi.
«La propositività nell’affrontare questi sopralluoghi deve concretizzarsi con l’apertura dei cantieri perché i cittadini sono martoriati dalle perturbazioni e da ogni allerta meteo», ha ribadito Zaccagna seguito da Giorgio Berti; «oggi avete visto di cosa stiamo parlando, non avete visto i danni, quelli li portiamo nel cuore e nelle nostre menti». Per l’assessore Fratoni «la Regione Toscana per la provincia di Massa-Carrara ha fatto un grande sforzo sia dedicando un ingegnere di grande esperienza come Costabile sia formalizzando un atto di collaborazione con il comune di Massa».
E amministrazione comunale e tecnici regionale si riuniscono una volta al mese per fare il punto e verificare che i tempi vengano rispettati.
A fine giugno saranno consegnati i lavori per il rialzamento del ponte sul fiume Frigido a Marina di Massa, ma i cantieri apriranno non prima del 15 settembre, ad estate conclusa come richiesto dal Comune di Massa.
Entro la fine dell’anno poi partirà il primo lotto da 900 mila euro per l’adeguamento strutturale e la mitigazione del rischio idraulico del Frigido, dal ponte dell’Autostrada fino a mare. A luglio andrà in conferenza dei servizi il progetto da 5,5 milioni di euro per l’adeguamento idraulico del Ricortola dalla foce fino all’attraversamento in zona industriale; a fine 2017 sarà pronto il progetto esecutivo e i cantieri, probabilmente, potranno partire ad inizio 2018.
Per l’allargamento di Frigido e Ricortola sarà necessario procedere ad alcuni espropri, ma l’ingegnere è fiducioso che non ci saranno grossi problemi. Altri 4 milioni sono stanziati per i tre lotti sul Canal Magro: il ripristino delle arginature, l’adeguamento delle casse di espansione esistenti e la sistemazione del tratto terminale. Il consorzio di bonifica sta effettuando analisi per il dragaggio del Lavello per cui è stato richiesto 1 milione allo Stato.
«Nella zona a monte - ha detto l’ingegnere del Genio Civile Gennarino Costabile - ci riserviamo di fare altri interventi localizzati che non aggravino la situazione a valle».
©RIPRODUZIONE RISERVATA

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