Il Tirreno

Lo minaccia con la pistola perché fa rumore col tosaerba

di Alessandra Vivoli
Un uomo nel prato con un tosaerba (foto d'archivio)
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Un uomo nel prato con un tosaerba (foto d'archivio)

Massa: un pensionato, esasperato dal frastuono, avrebbe minacciato il vicino di casa arma in pugno. E in tribunale si difende: era scarica, abbiamo già fatto la pace

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MASSA. Una lite fra vicini di casa, o di giardino sarebbe il caso di dire. E un tosaerbe un po’ troppo rumoroso. Questi gli ingredienti di una vicenda finita in tribunale con l’accusa, per uno dei vicini protagonisti della storia, con l’accusa di minacce aggravate, dall’utilizzo della pistola. In sostanza - secondo quanto emerso in tribunale - il vicino esasperato dal rumore avrebbe minacciato dalla finestra di casa, pistola in pugno, quello che stava tagliando l’erba in un orario più consono per un sonnellinno e certamente non con il forte ronzio in sottofondo.

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Nella giornata di venerdì 21 aprile, dal giudice Elisabetta Congiusta, è stato sentito uno dei carabinieri intervenuto, alla periferia di Massa, a seguito della segnalazione del litigio. «A chiamare il 112 era stato un terzo residente dello stesso caseggiato - ha confermato - aveva segnalato una lite accesa fra vicini e parlato, espressamente di minacce, da parte di uno di questi, con la pistola in pugno dalla propria finestra di casa».

Arrivati sul posto i carabinieri hanno dapprima identificato i litiganti e colui che aveva effettuato la chiamata. Poi, da una perquisizione, hanno rinvenuto nella casa dell’uomo accusato di minacce, due armi (regolarmente denunciate): una Beretta, chiusa in un armadio, e una calibro 22 custodita nel cassetto del comodino in camera da letto. Pistola quest’ultima, che come ha precisato il militare durante la sua deposizione, era scarica al momento del ritrovamento, senza nemmeno un colpo al suo interno.

E proprio su questo punto ha cercato di fare chiarezza, e sarà sentito per le sue dichiarazioni spontanee nel corso dell’udienza fissata per la metà del prossimo mese. L’uomo, assistito dall’avvocato Alessandro Maneschi ha ricordato che la pistola era scarica, completamente. E che subito dopo l’epsodio per cui è finito sotto accusa, era sceso in cortile e aveva stretto la mano al vicino, per fare la pace. Ma la vicenda è andata avanti lo stesso per le vie giudiziarie e così adesso il pensionato si trova sul banco degli imputati a doversi difendere da una accusa pesante.

Nella prossima udienza sarà sentito il vicino, quello che secondo l’accusa sarebbe stato minacciato (doveva essere già presente in aula ma non si è presentato), e anche l’imputato con le sue dichiarazioni spontanee che verranno rese alla fine dell’istruttoria dibattimentale.

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