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Maddalena, il costituzionalista arriva tra gli operai
MASSA. Nuova iniziativa a difesa della Rational da parte degli operai con un nome pesante. Domani si terrà infatti un’assemblea pubblica organizzata alle 17 presso il piazzale della Rational con il...
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MASSA. Nuova iniziativa a difesa della Rational da parte degli operai con un nome pesante. Domani si terrà infatti un’assemblea pubblica organizzata alle 17 presso il piazzale della Rational con il Vicepresidente Emerito della Corte Costituzionale Paolo Maddalena.
«Da oramai più di un mese come Lavoratori Rational stiamo portando avanti una lotta decisa e determinata per tenere aperta la fabbrica nella quale lavoriamo – scrivono in un comunicato –;il 10 di marzo la proprietà ci informava che in ragione di un'istanza di fallimento, presentata da Banca Intesa per un insoluto di 338.000 euro nell’ambito del piano concordatario nel quale siamo inseriti dal 2014, l’azienda sarebbe fallita da lì a pochi giorni con conseguente licenziamento dei lavoratori e delle lavoratrici».
Così ripercorrono il loro mese e più di lotta: «A partire da quella data ci siamo immediatamente organizzati in un presidio permanente innalzando la parola d’ordine la banca non muore di fame i lavoratori invece sì! Abbiamo messo al centro della discussione politica e sindacale cittadina il fatto che è inaccettabile che per la voracità di una banca un gruppo di lavoratori, dopo otto anni di sacrifici (CIG 2009-2012; contratto di solidarietà 2013-2017), rimanga senza il necessario per vivere. Abbiamo fatto emergere il fatto che la vicenda Rational si inquadra in quella drammatica sequenza di affarismi e speculazioni che troppo spesso hanno portato all’emorragia di posti di lavoro nella nostra provincia e che sono una delle manifestazioni della crisi che ha trasformato il nostro territorio in un cimitero di aziende».
E sperano in un epilogo positivo, soprattutto dopo i buoni riscontri a livello regionale: «In piccolo abbiamo dimostrato che un lavoro utile e dignitoso non solo permette a chi lo svolge di poter mangiare, ma può e deve essere il motore per costruire una società migliore. Si tratta adesso di ripartire dai risultati raggiunti dal tavolo regionale che ha aperto alle richieste dei lavoratori».
«Da oramai più di un mese come Lavoratori Rational stiamo portando avanti una lotta decisa e determinata per tenere aperta la fabbrica nella quale lavoriamo – scrivono in un comunicato –;il 10 di marzo la proprietà ci informava che in ragione di un'istanza di fallimento, presentata da Banca Intesa per un insoluto di 338.000 euro nell’ambito del piano concordatario nel quale siamo inseriti dal 2014, l’azienda sarebbe fallita da lì a pochi giorni con conseguente licenziamento dei lavoratori e delle lavoratrici».
Così ripercorrono il loro mese e più di lotta: «A partire da quella data ci siamo immediatamente organizzati in un presidio permanente innalzando la parola d’ordine la banca non muore di fame i lavoratori invece sì! Abbiamo messo al centro della discussione politica e sindacale cittadina il fatto che è inaccettabile che per la voracità di una banca un gruppo di lavoratori, dopo otto anni di sacrifici (CIG 2009-2012; contratto di solidarietà 2013-2017), rimanga senza il necessario per vivere. Abbiamo fatto emergere il fatto che la vicenda Rational si inquadra in quella drammatica sequenza di affarismi e speculazioni che troppo spesso hanno portato all’emorragia di posti di lavoro nella nostra provincia e che sono una delle manifestazioni della crisi che ha trasformato il nostro territorio in un cimitero di aziende».
E sperano in un epilogo positivo, soprattutto dopo i buoni riscontri a livello regionale: «In piccolo abbiamo dimostrato che un lavoro utile e dignitoso non solo permette a chi lo svolge di poter mangiare, ma può e deve essere il motore per costruire una società migliore. Si tratta adesso di ripartire dai risultati raggiunti dal tavolo regionale che ha aperto alle richieste dei lavoratori».
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