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«Hanno bloccato il forno crematorio» 

«Hanno bloccato il forno crematorio» 

Benedetti: «Problemi rilevati dall’Arpat». L’assessore Carioli: «Chiuso per lavori di manutenzione»  

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MASSA. «L'attività di cremazione del forno all'interno del Cimitero di Mirteto, è stata bloccata dall'Arpat e, sembrerebbe, per avvenuto inquinamento atmosferico», sostiene il consigliere Stefano Benedetti. Dal comune però fanno sapere che si tratta di semplici lavori di manutenzione e controllo che hanno bloccato le attività operative ma che tutto è già tornato alla piena operatività.
Secondo la ricostruzione di Benedetti «il forno è stato fermo per una settimana e durante questi giorni l' Arpat ha provveduto ad effettuare una serie di analisi per monitorare il livello delle sostanze tossiche che vengono emesse nell'aria. In tutto ciò esiste il reale rischio che la struttura crematoria non sia più idonea a funzionare a norma di legge ,insistendo, tra l'altro, in una zona densamente abitata con tutte le conseguenza del caso. Faccio notare che nonostante lo stop dell' Arpat, per ben due giorni sono stati cremati ugualmente dei resti umani e nel merito sarebbe interessante sapere se queste operazioni sono state autorizzate dall' Arpat, oppure se il comune ha deciso in modo autonomo».
L’assessore Gabriele Carioli, con delega ai cimiteri, spiega che dietro allo stop c’è soltanto una questione di «manutenzione ordinaria sulle sonde, i tecnici hanno sostituito alcune valvole e alcuni accessori però il forno lo hanno riattivato dopo i lavori. Hanno dovuto sospendere l’attività di manutenzione perché era in azione il forno crematorio per qualche giorno, ma ora è ripartito».
Per Benedetti il disagio è stato maggiore: «Da circa 10 giorni le salme non vengono più accettate e per la cremazione i parenti dei defunti sono costretti a rivolgersi ad altri comuni con un conseguente aumento dei costi, oltre ai disagi sopportati ».

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