Italia
I lavoratori in agitazione «L’Asl ci ha abbandonati»
MASSA. Stato di agitazione dichiarato all’unanimità, come primo segnale che i lavoratori del Cup di Massa Carrara lanciano all’Asl. Si sentono «sfruttati e inascoltati, il bersaglio sbagliato delle...
MASSA. Stato di agitazione dichiarato all’unanimità, come primo segnale che i lavoratori del Cup di Massa Carrara lanciano all’Asl. Si sentono «sfruttati e inascoltati, il bersaglio sbagliato delle giuste rivendicazioni delle persone». Così ieri pomeriggio hanno indetto un’assemblea, bloccando il lavoro per tre ore e si sono riuniti al Palazzo Ducale.
Erano una quarantina, in larga misura donne, agguerriti e pieni di problemi. E sentirli parlare è uno sguardo dietro al terminale, ai problemi che gonfiano le code e che rimontano la catena delle responsabilità. Si parte dal recente caos dei Cup: «Solo quattro ore di formazione, nessuna prova pratica o tentativo di sperimentare su scala più piccola». E così, impreparati ma combattivi, hanno dovuto affrontare tre giorni d’inferno. Ma è solo la punta dell’iceberg.
Racconta una delle lavoratrici del Noa che con il nuovo sistema introdotto si «prende la prenotazione su quello più recente, ma per il pagamento occorre passare sull’altro. Si può immaginare la perdita di tempo e posso assicurare che il passaggio da l’uno all’altro non è affatto rapido». E poi nascono le code.
Ma c’è chi lamenta l’attribuzione disinvolta di mansioni, la carenza di personale. «L’Asl chiede alle cooperative appaltanti di aumentare i servizi senza dare le risorse, così tocca fare il doppio per nulla».
Un dipendente tra i più agguerritisegnala alcuni problemi strutturali. «C’è un problema molto grande di spreco di risorse quando arriva qualcuno non schedato dall’Asl, che sia straniero o di un’altra regione. Dobbiamo prendere le generalità e basta sbagliare che poi da Roma non pagano. E succede spesso. Ancora più grave è che con gli stranieri, anche se magari stanno qui, se sono senza documenti o altro si attiva subito l’Stp (straniero temporaneamente presente) anche se non si tratta di un’irregolare. Solo perché nero». Assentono tutti.
E si troveranno d’accordo anche su altri problemi come le resse, i problemi sui turni e sulle funzioni e le gestioni delle casse. C’è chi chiede anche «uno sciopero di due o tre giorni per fare capire quanto è importante il Cup, perché ci ascoltino».
A convocare l’assemblea la Cisl, presente con il segretario Andrea Figaia ed Enzo Mastorci. «Abbiamo avviato un percorso, il 10 aprile avremo un incontro al Noa con le cooperative e l’Asl. Abbiamo una lista di richieste e lamentele, spero ci ascoltino. La situazione è insostenibile», ha dichiato Mastorci.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
