Piccoli segnali di ripresa ma i disagi ancora restano
Nella giornata di ieri il tempo di attesa è diminuito in diversi centri della provincia Restano delle situazioni difficili: ad Avenza e Marina di Carrara un’ora di coda
CARRARA. Arrivano i primi segnali di una timida ripresa, anche se non tutti i centri. Ad Avenza, ad esempio, ancora ieri gli utenti hanno dovuto sopportare attese di almeno un’ora prima di prenotare una visita o cambiare medico. Leggermente meglio in via Bassa Tambura, dove le file sono scese a una durata di circa quaranta minuti. Restano inoltre alcuni disagi, come quelli con cui devono fare i conti le persone obbligate dalle proprie condizioni a muoversi con il telefono. Eppure, in questo contesto ancora non proprio esaltante, arrivano segni di miglioramento nel servizo Cup di Massa Carrara, finito nel caos negli ultimi giorni per via del cambio del software del sistema. Il trend delle prestazioni agli sportelli infatti continua ad essere in positivo, abbastanza adesso da riuscire a smaltire gli accumuli di utenti da servire. La dimostrazione, appunto, arriva dal calo di attese nella maggior parte dei centri.
Restano però delle zone problematiche. La situazione al distretto di Avenza, come detto, non è cambiata. Anche ieri mattina infatti la situazione era al collasso e anche stavolta siamo andati a fare la fila per vedere quando ci sarebbe toccato. Arriviamo alle 11.26 il nostro biglietto è C218, la dicitura sottostante ci informa che: «Ci sono 82 persone in coda». Il nostro turno viene chiamato alle 12.30, vale a dire 1 ora e 3 minuti di fila. Meglio di giovedì, quando l’attesa era di un’ora e ventisette minuti. Soliti capannelli di persone che si lamentano, ognuno racconta la sua esperienza negativa, non solo nel distretto di Avenza ma anche ad altri Cup. In particolare a quello di Marina di Carrara. Le lamentele sono diffuse ma a bassa voce. Molte le facce viste il giorno prima. Nel senso che in molti giovedì erano andati via, forse sperando di trovare una situazione migliore il giorno successivo. Così non è stato. Tra questi anche una signora, presente nel distretto da lunedì per prenotare una serie di analisi. E proprio nella giornata di lunedì scorso (la più calda), si è fatta paladina di una situazione per lei sgradevole. Ce la racconta: «erano circa le dieci della mattina quando sono entrata nel distretto - spiega - era un delirio c'era pienissimo. Tra le persone presenti molte erano anziane. Fatto sta - prosegue - che dopo più di due ore di fila è arrivato un furbetto. Dopo due ore che sei nella stanza le vedi le persone che ci sono. Per farla breve - dice ancora la donna - è arrivato un uomo sulla cinquantina che senza nessuna remora si è messo a frugare nelle vicinanze del sacchetto dell’immondizia. Dopo qualche minuto hanno chiamato un numero e lui si è diretto allo sportello. Allora mi sono alzata e l’ho rimproverato a voce alta. Poi - conclude - abbiamo fatto notare agli operatori che i numeri vanno controllati sempre, in modo da evitare che questi furbetti passino prima degli altri».
Insomma, i ritardi e i disagi proseguono. Tra i problemi del nuovo software anche la visualizzazione. Ovvero, il programma lavora in sedici noni, e siccome molti computer non leggono il formato la visualizzazione viene fatta in più tempi. Un inconveniente che forse si poteva evitare prima di mettere a regime il nuovo sistema di prenotazione.
Altri disagi legati al cambio di software arrivano anche da chi è costretto a organizzarsi con il telefono. Tra questi c’è Francesca Galardi di Massa, che domenica mattina si è presentata al Noa per una frattura al braccio, dove dopo le cure l’hanno invitata a rivolgersi al Cup per prenotare l’appuntamento per il gesso. «Ad oggi (ieri ndr) non sono ancora riuscita a prendere l’appuntamento: ora rischio di dover pagare per farmi mettere il gesso» racconta.
Disagi che persistono, ma che si stanno via via assottigliando, assicura l’Asl. Cone la speranza che il nuovo software sia pienamente operativo il primo possibile, con tutti i vantaggi che l’azienda ha garantito.
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