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all’ambulatorio di fivizzano

«L’ecografo qui funziona male»

«L’ecografo qui funziona male»

La protesta delle donne che per gli esami vanno fino a Pontremoli

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FIVIZZANO. «L'ecografo funziona male»: protestano le donne utenti dell'ambulatorio ginecologico dell'ospedale Sant'Antonio Abate di Fivizzano. Per loro è diventato davvero un calvario sottoporsi a esami transvaginali con l'ausilio di ecografo. Si perché questa importante apparecchiatura con la quale si appura la salute delle donne ed è indispensabile nella prevenzione di patologie dell'apparato genito urinario è datata e funziona male.

E così che l'apprezzato medico dell'ambulatorio fivizzanese, la dottoressa Francesca Cutrone, è costretta a dire alla sue assistite di eseguire questo tipo di esame diagnostico presso l'ospedale di Pontremoli dove qui l'apparecchiatura è perfettamente funzionante. Quindi le donne che risiedono nella Lunigiana orientale sono costrette ad un viaggio nel versante occidentale del territorio lunigianese, un percorso di circa 40 chilometri che raddoppiano con il viaggio di ritorno. Disagi e spese completamente a carico delle utenti oltre al pagamento della prestazione sanitaria. Da qui la protesta delle donne residenti nella Lunigiana orientale che chiedono che l'azienda sanitaria come più volte richiesto possa fornire all'ambulatorio ginecologico, che funziona dal lunedì al venerdì, l'agognato ecografo. Ma ci sono altre lamentele circa la poca presenza della brava dottoressa Cutrone, che è presente a Fivizzano solo due giorni alla settimana. Insomma troppo poco per le donne fivizzanesi che in caso di emergenza sono costrette sempre a recarsi in altre strutture sanitarie. Ancora una volta quindi le lamentele di chi risiede in zone periferiche e che chiedono che vengano erogati servizi idonei soprattutto per quanto riguarda la salute.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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