Il Tirreno

«Via Bastione ridotta a strada semiperiferica oggi è priva di appeal»

«Via Bastione ridotta a strada semiperiferica oggi è priva di appeal»

L’appello di Confimprese : la riapertura del cinema Astor contribuirebbe a un miglioramento generale della zona

3 MINUTI DI LETTURA





MASSA. «Il centro città e il centro storico del Comune di Massa, stanno vivendo un momento certamente non facile, abbiamo assistito in questi ultimi mesi ed in queste ultime settimane alla chiusura di molte attività tra cui alcuni “marchi storici” che avevano caratterizzato dagli anni Sessanta in poi la vita del commercio massese, rispetto a questa emorragia si è assistito anche negli ultimi giorni a varie prese di posizioni tese a contribuire ad arginare tale fenomeno che se prolungato potrebbe veramente mettere definitivamente all'angolo uno dei settori che ha caratterizzato la crescita economica nella nostra città da sempre, il commercio».

Comincia così l’intervento di Claudio Lotto di Confimprese Massa - Carrara e Versilia.

«La via Bastione è ridotta ad una strada semiperiferica con molto saracinesche abbassate, buia e senza nessun appeal commerciale, non ha più nulla a che vedere con la strada di un tempo - continua la nota - Da sempre crediamo che la dove esiste il commercio esiste vivibilità del territorio capacità d'attrazione economia e lavoro, dovremo ritornare tutti insieme a ragionare su questi argomenti, bisogna partire da quello che abbiamo ed è qui che l'amministrazione comunale e la politica tutta deve ricercare soluzioni idonee intese ad aiutare quelle imprese che versano in difficoltà attraverso defiscalizzazioni mirate da parte del comune, attuando inoltre interventi strutturali mirati».

«Gli stessi operatori devono attrezzarsi con le nuove tecnologie cercando di unire il commercio tradizionale all'innovazione tecnologica della vendita on-line - prosegue la nota - Cercando di avere obiettivi comuni tesi a valorizzare quella parte di città come in parte lo stesso ccn sta facendo ormai da tempo. Solo attraverso un azione combinata tra privati e tra pubblico e privato si può riuscire ad arginare questa situazione considerando inoltre che lo scenario economico comunale e comprensoriale non è certamente esaltante e la crisi ha di fatto minato in maniera considerevole il livelli occupazionali».

«Ultima ma non ultima considerazione la questione del Cinema Astor, è fin troppo evidente che la riapertura del cinema contribuirebbe ad un miglioramento generale della condizione oltre a fornire risposte anche di livello culturale alla domanda presente in città - prosegue la nota - Su questo e sopratutto su questo il sindaco e la giunta sono chiamate a dare risposte concrete.Da quanto ci risulta sembrerebbe minimale la richiesta di affitto annuale da parte della proprietà della sala Astor “ si parla di 15mila euro annui” il grosso del lavoro sarebbe la messa in sicurezza della sala rispetto alle normative attuali».

«Con un investimento sempre stando a quello che circola da parte delle casse comunali di circa 200.000 euro - si chiude la nota di Confimprese -Se questi dati sono veri ci aspettiamo da parte del primo cittadino una adeguata risposta.Ricordando che un euro investito in cultura porta al comprensorio come indotto 6 euro.

Tradotto investendo 200.000 euro per la risistemazione del cinema Astor sempre se tale cifra d'investimento ha fondamento- precisa nelle sue conclusioni Lotto - avrebbe come ricaduta in termini d'indotto nell'arco di un anno circa un milione e 200 mila euro, Certamente cosa non da poco».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Primo piano
Il caso

Lucca, botte e insulti razzisti al professore scambiato per il compagno della ex

di Pietro Barghigiani