Intercettazioni al riesame Oggi i giudici decidono
Il collegio presieduto da Sara Farini si è preso un giorno prima di dire la sua In aula ascoltata una conversazione tra i militari dopo uno dei pestaggi
MASSA CARRARA. I tre giudici del tribunale del riesame hanno chiesto tempo per decidere sulla richiesta di dissequestro presentata dall’avvocato Alessandro Ravani, legale di uno dei carabinieri indagati per le presunte violenze consumate all’interno delle caserme di Aulla, Pontremoli, Albiano Magra e Licciana Nardi. Il presidente Sara Farini e le colleghe Elisabetta Congiusta e Caterina Serra dovrebbero dire entro oggi se bisogna restituire quello che è stato portato via al militare oppure no. Gli uomini della polizia giudiziaria, ormai due settimane fa, avevano preso dall’abitazione e dall’ufficio dell’indagato un tablet, una sim telefonica e uno spray urticante. Per gli inquirenti elementi utili per confermare i capi di imputazione, per la difesa invece un atto assolutamente ingiustificato. Al riesame il compito di stabilire chi ha ragione.
Ieri mattina si è tenuta l’udienza a porte chiuse. Da una parte il sostituto procuratore Alessia Iacopini, dall’altra l’avvocato Ravani. Sono state sentite alcune intercettazioni: eloquenti secondo il pm, da contestualizzare per la difesa. Il contenuto è top secret, ma comunque la conversazione portata in aula non è di quelle sconvolgenti. Perché l’accusa non ha voluto giocarsi le carte pesanti, dato che in questa fase ha voluto spiegare al collegio Farini-Congiusta-Serra perché ha sequestrato la sim. Ovviamente la difesa ha detto il contrario, motivando punto per punto la sua richiesta di restituzione del materiale preso al carabiniere. Stamattina ci sarà il verdetto.
Una decisione attesa perché potrebbe già far da capire dove andrà a parare l’inchiesta della procura. È chiaro che se Ravani avrà ragione sarebbe difficile poi per l’accusa dimostrare le prove che hanno portato all’iscrizione di una ventina di nomi di tutori dell’ordine nel registro degli indagati. Se invece il match se lo aggiudicherà il sostituto Iacopini allora presto si potrebbero vedere quali sono le intercettazioni raccolte dagli inquirenti. Telefoniche ma anche ambientali (visto che sono state perquisite le auto di servzio è probabile che le cimici siano state messe anche lì). Con le intercettazioni si aprirebbe un altro capitolo, quindi. Come ha già anticipato il procuratore capo Aldo Giubilaro quando ha spiegato che l’inchiesta non si basa solo sul racconto di un extracomunitario o di una lucciola. Ci sono prove che per lui e i suoi collaboratori sono evidenti. E che riguardano soltanto pochi elementi dell’Arma.
Per ora Ravani è il primo ad aver discusso davanti al riesame. I prossimi saranno i colleghi Roberto Valettini e Gianpaolo Carabelli, anche se ancora l’udienza per loro non è stata fissata. E non lo sarà fino alla prossima settimana. I due legali rappresentano una dozzina di militari. Altre richieste di impugnazione invece non dovrebbero essercene.
I carabinieri delle caserme di Pontremoli, Aulla, Licciana Nardi e Albiano Magra in questa fase stanno in silenzio e continuano a lavorare perché non sono stati sospesi dal servizio dai loro superiori. Sono pronti però a rispondere punto su punto per chiarire le loro posizioni. Soprattutto su quello che viene ritenuto l’episodio dal quale poi è nata l’indagine: il pestaggio del cittadino marocchino dopo un controllo anti droga. L'extracomunitario non era stato, diciamo così, collaborativo con la pattuglia e per questo portato in caserma. Lì, secondo l’accusa, è stato picchiato.
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