Il Tirreno

la crisi non perdona neanche le aziende in rosa

Frenata delle imprese femminili

123 Pmi però sono pronte ad aprire. In crisi trasporti ed estrazioni

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MASSA. Frena la crescita delle imprese rosa a Massa Carrara ma ci sono 123 pmi pronte ad iniziare la loro attività. Abbastanza a sorpresa anche il tessuto imprenditoriale femminile manifesta i primi segnali di rallentamento dopo essere stato uno delle poche componenti a salire anche durante il periodo della crisi economica.

Quasi due terzi (60%) sono ditte individuali a conferma della parcellizzazione del tessuto imprenditoriale ed anche di una certa fragilità strutturale. A rivelarlo è lo studio dell'Istituto Studi e Ricerche della Camera di Commercio di Massa Carrara presentato in occasione della ricorrenza della festa della donna.

Le imprese femminile registrate sono alla fine dell'anno 5.207, di cui 5.527 attive: il saldo tra imprese aperte e cessate è praticamente pari. La differenza tra nate e cessate è di 2 unità. Sanità ed assistenza sociale (+8,5%), costruzioni (+3,3%) e agricoltura (+0,9%) sono gli unici macro comportati che hanno fatto segnare tassi di sviluppo positivo nel corso dell'anno appena concluso.

È crisi profonda per tutti gli altri comparti tra cui segnaliamo il settore del trasporto e magazzinaggio (-9,4%), il commercio (-3,6%) ed il settore dell'estrazione e della lavorazione (-8,3%). Una impresa su quattro registrata (22,9%) è rosa, percentuale che sale se prendiamo come modello di riferimento le imprese attive (24%).

Massa Carrara si posiziona a metà classifica a livello regionale dietro a Grosseto (28,3%), Livorno (26,2%), Siena e Prato (25,1%) ed Arezzo (24,4%) ma davanti a tutte le altre provincie. È ancora una volta il settore commerciale, in particolare il commercio al dettaglio, il comparto dove le imprese femminili si muovo più agilmente con 1.767 unità (26,7%) seguito dalle attività dei servizi dei servizi di alloggio e ristorazione come hotel, ristoranti e B&B con 668 unità e dall'agricoltura con 476 unità (42,1%) che fa segnare uno dei maggiori tassi di femminilizzazione: quasi una impresa su due è condotta da una donna.

«Se mettiamo in relazione l'andamento delle imprese femminili locali con la crescita complessiva delle imprese annotiamo che nello stesso arco di tempo, il complesso delle aziende locali è cresciuto maggiormente rispetto alle imprese in rosa. - analizza Vincenzo Tongiani, Presidente Isr - Ciò nonostante nell'anno appena concluso la crescita è stata stagnante a differenza della media regionale (+0,7%) e nazionale (+1%). Nonostante il rallentamento le aziende guidate da donne sono il 24% del totale. In pratica una su quattro».

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