Italia
Agrimi, dalla politica alle ricerche anti-stress
Era dirigente di Sel, ora è dottorando al Sant’Anna e presto andrà negli Usa Gli esperimenti su cui sta lavorando sono troppo costosi per il nostro Paese
MASSA. Curare cuore e cervello con l'orzo, abbassare il colesterolo nel sangue, allontanare i rischi di depressione, tenere a bada la tensione psicologica e lo stress, ingerendo tre grammi di beta glucani al giorno, in una dieta arricchita di orzo. A scoprire i benefici dell'orzo-beta è stato Iacopo Agrimi, 28 anni, giovanissimo dirigente di Sel a Massa-Carrara, ai tempi impegnato in politica sotto l'ala protettrice prima di Martina Nardi, poi di Carlo Paolini, oggi dottorando alla Scuola Superiore Sant'Anna di Pisa, in Medicina Translazionale, cervello in fuga, ad aprile, verso l'America dove verrà conclusa la sua ricerca. Camice bianco, aria soddisfatta, orgoglioso e preparato, Agrimi ci svela i segreti della sua preziosa ricerca, condotta in Italia con il professor Vincenzo Lionetti e in America con Nazareno Paolocci dell'Università degli Stati Uniti Johns Hopkins: «Prendiamo il classico profilo dell'uomo occidentale, di mezza età, che segue una dieta irregolare, è un po' in sovrappeso, è stressato, ha la pressione alta e soffre di tachicardia, e magari anche di diabete di tipo 2. E' su questa tipologia di maschio che abbiamo concentrato la nostra ricerca. Abbiamo reso obesi due gruppi di topolini da laboratorio per quattro mesi, sottoponendoli ad una dieta ricca di grassi, come se il nostro uomo occidentale si fosse nutrito per quattro mesi solo in un fast food; poi li abbiamo resi nervosi e ansiosi, sottoponendoli ad uno stress sociale. In pratica li abbiamo fatti convivere singolarmente, per quindici giorni, con un topo dominante, una specie di boss, aggressivo e mobbizzante. Soltanto ad un gruppo di topi, durante il periodo dell'esperimento e non dopo, abbiamo somministrato il beta glucano, estratto dall'orzo beta. Non come "farmaco", dunque, ma come elemento preventivo. Così abbiamo scoperto che i topi del gruppo trattato con l'orzo non sono diventati diabetici, perché il livello di glicemia nel sangue, nonostante la dieta irregolare, è rimasto basso; non sono ingrassati tanto quanto gli altri topi e hanno dimostrato prestazioni migliori nei test comportamentali, sull'umore e la memoria. Insomma erano meno stressati».
La ricerca era nata anni fa alla Scuola Superiore Sant'Anna, che già aveva avviato gli studi su cuore e orzo, arrivati alla creazione di una pasta specifica, oggi tra le più vendute in Italia; la correlazione tra cuore e cervello, però, entrambi vulnerabili, organi che parlano tra di loro in maniera bidirezionale, con l'intuizione dell'elemento dello stress da curare nella vita degli uomini, è di Jacopo Agrimi, laureatosi in Psicologia clinica e poi dottorando in Medicina Traslazionale. Alla ricerca ha partecipato anche il Cnr di Pisa. Il modello animale è quasi pronto, adesso, per essere provato sugli umani: la ricerca non è finita, ma come tutte le ricerche universitarie è costosa e l'Italia non se la può permettere. Per questo Jacopo Agrimi è in partenza, verso l'Università Johns Hopkins, la seconda più importante degli Stati Uniti dopo Harvard, per completare gli studi assieme al professor Nazareno Paolocci, italiano, da venti anni in America, esempio di cervello fuggito dall'Italia: «È triste lasciare il proprio Paese sapendo che non può investire più nulla in un lavoro così grande e bello- dice Agrimi-; questo è il problema della nostra penisola e anche un demerito della politica, che rimane una mia grande passione, ma che mi ha anche molto deluso». Agrimi tornerà a novembre in Italia ma seguirà dall'America gli sviluppi dei democratici progressisti, pronto chissà a tornare a fare militanza, per concorrere alla creazione di un paese migliore.
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