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controlli sull’acqua nelle scuole

«Gaia eroga il servizio, non può fare le verifiche»

«Gaia eroga il servizio, non può fare le verifiche»

MASSA. «Non possiamo accettare che il controllato sia anche il controllore, come non possiamo accettare che le delibere del consiglio comunale siano ignorate dalla giunta, soprattutto se riguardano...

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MASSA. «Non possiamo accettare che il controllato sia anche il controllore, come non possiamo accettare che le delibere del consiglio comunale siano ignorate dalla giunta, soprattutto se riguardano un tema importante come l'acqua che bevono i nostri ragazzi a scuola».

Questi i commenti della consigliera Luana Mencarelli che ha presentato una mozione per chiedere di ripristinare i punti salienti di un ordine del giorno presentato dal M5S di Massa nel 2015, all' indomani della notizia dell'introduzione dell'acqua del rubinetto nelle mense scolastiche.

L'atto d'indirizzo, approvato dal consiglio comunale, chiedeva di stipulare un protocollo d'intesa con l'Asl per fare tre controlli l'anno dell'acqua direttamente dai rubinetti delle scuole, pubblicare le risposte delle analisi e quindi coinvolgere Asl, insegnanti, alunni e genitori in momenti di informazione e confronto utili, ma soprattutto allargare la ricerca nell'acqua di molti altri inquinanti: quanto successo a Pietrasanta con il Tallio è un esempio eclatante.

«E invece la Giunta ha ignorato quasi tutti i punti richiesti – ribadisce Mencarelli – finendo addirittura per creare il paradosso del controllato-controllore, infatti ha stipulato il protocollo d'intesa per le analisi dell'acqua con Gaia invece che con l'Asl. Pareva che il motivo di tale scelta fosse di ordine economico, Gaia non doveva ricevere compensi per le analisi , ma la Giunta è riuscita a smentirsi e in una delibera di fine settembre 2016 ha previsto un compenso di 6700 euro l'anno a favore dell'ente gestore».

E oltre al danno si aggiunge la beffa perché, sostengono dal movimento dopo essersi informati « è bastato richiedere un paio di preventivi per scoprire che, a parità di tipo e quantità di analisi, affidando i controlli ad un laboratorio privato, la città avrebbe risparmiato un 10% rispetto a Gaia».

E così, dopo aver fatto ricorso alla Procura nel 2015, il Movimento cinque stelle porta nuovamente il "caso" in consiglio in Comunale.

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