Il Tirreno

Madonna blasfema, arriva la condanna del vescovo Santucci

La statua sotto accusa e monsignor Giovanni Santucci
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La statua sotto accusa e monsignor Giovanni Santucci

La scultura fotografata nella vetrina di Torat finisce su Fb Il monsignore: non è arte ma solo una trovata pubblicitaria

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CARRARA. Una scultura della Madonna, in marmo bianco. Della Vergine si riconosce il piede che schiaccia la testa del serpente, una immagine della più classica arte sacra. Ma c’è un particolare decisamente di rottura in questa scultura: il resto del corpo della Madonna è nascosto da un maxi profilattico, sempre di marmo. Il volto non si vede, non si vedono le braccia e la veste.

Un’opera fotografata nella vetrina di Torart (angolo via Verdi - via Cucchiari, in centro), l’azienda che si è occupata del prestigioso lavoro di ricostruzione dell’arco di Palmira. La foto, e la scultura finiscono su Facebook. E è subito polemica. Da Torart nessuna dichiarazione, neppure sul nome dell’autore dell’opera. A parlare è solo l’arte e la sua libera espressione.

Ma la rappresentazione della Madonna ha attirato anche l’attenzione dei veritci della chiesa apuana. «Non è arte piuttosto una volgare trovata commerciale». Sono state queste le parole di monsignor Giovanni Santucci, vescovo della diocesi di Massa Carrara-Pontremoli, parlando della scultura che ha diviso i carraresi sui social network negli scorsi giorni.

La foto di quella madonna marmorea rivestita da un profilattico, infatti, ha attirato prontamente l'attenzione di molti non appena apparsa nel gruppo Facebook "Carrara-Non abbandonare la città". Una foto che ha subito diviso, e non poco, fatta all'opera esposta al noto laboratorio d'arte contemporanea carrarese Torart.

Un'opera che ha diviso e che sarà destinata ancora a far discutere, dicevamo, e che ha fatto scomodare molte tematiche importanti e delicate, dalla religione all'arte, ma non solo.

Decine infatti i commenti sui social, ormai punti nevralgici delle discussioni più accese e dei dibattiti a più voci.

Da un lato, nel gruppo Facebook, i sostenitori dell'opera, del suo carattere provocatorio o meno, che hanno difeso quella che, a loro modo, è un'opera d'arte e come tale va interpretata e rispettata, che piaccia o meno, portatrice di un significato più profondo. Dall'altro lato chi invece non ha ritenuto provocatoria la scultura, bensì offensiva. E così anche nell'anarchica Carrara quella che ad alcuni è sembrata una scelta provocatoria, ma che per loro rientra a tutti gli effetti nel variegato e complesso mondo dell'arte contemporanea, per altri è stata tacciata come offensiva e di cattivo gusto verso molti, credenti e non.

Un monito sull'episodio, per una questione «cara al cuore di tutti», è arrivato anche dal mondo cattolico apuano, attraverso la voce del vescovo monsignor Giovanni Santucci.

«Se dico stupido - spiega il vescovo - a un mio compagno di classe, rimane il gesto brutto, ma finisce lì. Cambia, invece se questa offesa viene fatta al professore, al preside e via così. Il brutto gesto rimane, a mutare è però la sua importanza».

Chiaro il significato del messaggio del vescovo: che sia la Madonna a essere coinvolta implica una certa entità. «L'arte - ha chiosato monsignor Santucci - non è questo, l'arte è amore del bello. Qui dov'è l'arte? Questa è una trovata pubblicitaria. Poco ragionevole dare ulteriore importanza».

(l.b; a.v.)

 

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