Il presidio
Tagli alle Poste, a rischio 54 portalettere
L’azienda riduce i servizi: meno postini nei centri più piccoli, consegne a giorni alterni anche per raccomandate per i clienti di serie B
MASSA. A Massa, Carrara, Aulla e Pontremoli la posta ordinaria arriverà un giorno sì e uno no, ma le raccomandate saranno garantite; in tutti gli altri comuni della provincia, posta ordinaria e raccomandate arriveranno sempre a giorni alterni, a prescindere quindi dall'urgenza o dalle scadenze e se, per caso, il giovedì cadesse di festa, allora questa gente non vedrà la sua posta fino al martedì successivo, per via di turni e alternanze. È la rivoluzione di Poste Italiane. Se prima il postino suonava sempre due volte, da marzo non suonerà affatto. E questo è nulla: Poste Italiane ha previsto per Massa Carrara il 30 per cento di tagli al personale portalettere e su 180 dipendenti a rischio ci sono, per il momento, 54 persone.
Disagi, disoccupazione, peggioramento del servizio, confusione, denunce, ricorsi: è questo quanto sta accadendo nelle province di Prato e Arezzo, dove i sindacati, senza la Cgil, e la proprietà hanno sottoscritto l'ultimo accordo regionale sulla riorganizzazione del lavoro di Poste Italiane. E presto, a marzo, toccherà anche a Massa Carrara, una delle province dove la Cgil era riuscita, con lo sciopero generale del 4 novembre, a bloccare la procedura.
A spiegare la drammatica situazione è Graziano Benedetti, coordinatore regionale Area servizi postali Slc Cgil, venuto a Massa anche per organizzare la prossima battaglia con i compagni locali. La posta a giorni alterni. La provincia apuana ha 199 mila e 400 abitanti e potenziali clienti di Poste (che è un servizio “universale”; e, da delibera Agicom, la 395 del 2015, verranno divisi in clienti A e clienti B, in base alla densità delle città che abitano. Ai clienti A la posta ordinaria arriverà a giorni alterni, però avranno il servizio plus, quello di raccomandate e pacchetti sempre recapitati; i clienti B, purtroppo per loro, riceveranno tutta la loro corrispondenza soltanto a giorni alterni, o a distanza di sei giorni, se per caso un festivo capitasse in calendario nell’ultimo giorno di consegna. I clienti di serie A in provincia sono 146 mila e 895, divisi in quattro comuni: Massa, Carrara, Aulla e Pontremoli. I cittadini- clienti di serie B rimangono 52 mila e 500 e sono sparsi, guarda caso, nei comuni più piccoli e nei paesi di montagna, dove mancano, o mancheranno a breve, anche gli uffici postali.
Il taglio dei servizi. Poste Italiane ha ridisegnato la geografia delle zone da lei servite più o meno dal 1917, in 5000 comuni italiani. A Massa Carrara le zone coperte sono state fin'ora 118 e in un mese si passerà a 85; nelle zone a posta alternata, di due portalettere ne servirà soltanto uno, per un taglio netto, su 180 portalettere, del 30% del personale.
Poste oggi definisce questi lavoratori "eccedenze" e non "esuberi", il che fa sperare, almeno, che vengano trasferiti, spostati e ricollocati in altre province. E non licenziati. A Massa Carrara rimarranno anche 11 auto e 7 motorini inutilizzati, loro sì in esubero.
La protesta. La Cgil ci proverà ancora a bloccare il progetto di Poste, organizzando un nuovo sciopero generale a breve, qualora gli incontri previsti con proprietà e Regione non dovessero andare a buon fine: «Non ci aspettiamo nulla di buono- commenta amaro il segretario Benedetti-; la sensazione è che Poste, unica azienda italiana a maggioranza pubblica in utile, possa decidere di quotarsi in borsa, vendere e privatizzare. Non è scongiurato per nulla il rischio chiusura per molti uffici postali del territorio, quelli che si trovano nei paesi di montagna o nei comuni con scarsa densità di popolazione. Il 2017 sarà un anno nero per Poste Italiane».
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