Il Tirreno

La scomparsa dei rifiuti per strada

La scomparsa dei rifiuti per strada

Federico Orlandi (Asmiu): senza cassonetti, meno furbetti della spazzatura

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MASSA. «I benefici portati alla città dall'introduzione della raccolta differenziata domiciliare sono molteplici. Non si parla solo del miglioramento della percentuale di “differenziata”, ma soprattutto di una nuova visione della città frutto di una maggiore attenzione da parte dei cittadini e di un miglioramento nel decoro delle zone coinvolte». Federico Orlandi, amministratore unico di Asmiu, l’azienda del Comune che si occupa della raccolta rifiuti, fa il punto sull’estensione del porta a porta e sulla strategia di “ottimizzazione” della raccolta. Puntando l’attenzione su due aspetti.

Innanzi tutto, dice, «con il sistema del Porta a porta è stato possibile, recuperare del personale assegnandolo ad ulteriori interventi di pulizia in determinate aree del territorio. Anche se i servizi sono regolarizzati dal "contratto di servizio" in essere col Comune di Massa, con l'avvio della raccolta domiciliare si sono potuti aumentare, infatti, i passaggi di pulizia lungo l'intero percorso di alcune strade principali quali viale stazione, Viale Roma e Viale Marina Vecchia».

Inoltre, spiega «sono stati ridotti gli interventi straordinari per la rimozione delle "discariche improvvisate" in prossimità dei cassonetti stradali. L'eliminazione dei cassonetti lungo le strade interessate dal nuovo progetto di raccolta, infatti, ha migliorato la pulizia di queste zone (finalmente non si vedono più cumuli di rifiuti abbandonati a bordo strada) ed ha consentito di migliorarne il decoro complessivo». In altre parole: togliendo le “isole ecologiche” per strada, si è tolto un punto di riferimento ai “furbetti” della spazzatura che abbandonavano i rifiuti come vecchi mobili, detriti di ristrutturazioni, elettrodomestici e quant’altro vicino ai cassonetti, incuranti del fatto che dovessero essere smaltiti in altro modo. Un circuito “virtuoso”, che, dice ancora Orlandi verrà «replicato anche nelle nuove zone, quelle più periferiche, dove entro quest'anno si espanderà il progetto avviato nell'estate del 2016».

I dati del 2015 parlano però di una città ferma poco sopra al 30% (32% esclusi gli incentivi) d raccolta differenziata, in leggero miglioramento rispetto al 2014. I primi risultati parziali hanno indicato un miglioramento pari al 2% ma i veri dati del progetto inizieranno a vedersi con il 2018 (per le raccolte 2017).

«Siamo consapevoli – afferma Orlandi – che questo progetto, da solo, non può portare ad un'ottimale politica di gestione del rifiuto urbano. Perciò gli obiettivi a cui puntiamo sono ulteriori: allargare la raccolta differenziata (anche con altre modalità) sulla maggior parte del territorio per poter così raggiungere e forse superare il 65% richiesto dalla legge, entro il 2020; coinvolgere e sensibilizzare un numero sempre maggiore di cittadini, perché il loro contributo è fondamentale se vogliamo una città pulita anche nelle periferie. Per fare questo c'è bisogno di tutti; di un'azienda all'altezza dei servizi richiesti, di un'amministrazione comunale che garantisca le giuste risorse per sviluppare nuove raccolte con continuità e, come detto, di cittadini che abbiano voglia di mettersi in gioco e cambiare anche le proprie abitudini».

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