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Il restauro fantasma dell’arco di Pasquino: lavori mai partiti

Il restauro fantasma dell’arco di Pasquino: lavori mai partiti

Ponteggi “di messa in sicurezza” montati da oltre un anno ma nessun intervento. E sale la protesta dei cittadini

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MASSA. Transenne e ponteggi, difficoltà per il transito e, soprattutto, un’immagine brutta della città. L’arco di Pasquino e Pasquina, uno dei simboli di Massa è in attesa di lavori di messa in sicurezza da oltre un anno. Lavori che non partono e chi “vuole bene” alla città, protesta.

«Cosa si aspetta a dare sicurezza al portale di Pasquino e Pasquina», si chiede ad esempio Mario del Moretto, di Rifondazione Comunista. «Sembra una consuetudine dei nostri amministratori – aggiunge critico Del Moretto – quella di lasciare in abbandono espressioni storico artistiche della città, penso ad esempio anche alla fontana di piazza della Liberazione che pare essere uscita da una miniera di carbone invece che da una cava di marmo bianco delle Apuane. Sperco che il mio appello, a nome anche di tanti altri cittadini, sia accolto per riportare la situazione a un livello più decente».

Ma sono anche altre le voci in difesa dell’arco del Pomario. Sentiamo quella di Italia Nostra: «Circa un anno fa denunciammo la situazione di pericolo in cui viveva il nostro più importante monumento marmoreo: l'Arco del Pomario Ducale. A nostro avviso le due statue non erano saldamente ancorate comunque, come si può notare anche oggi, evidenziavano chiari segni di distacco dal paramento in cui appoggiano. Un sopralluogo con la Soprintendenza effettuato qualche mese prima aveva fugato le nostre paure ma poi, qualche tempo dopo, dalla sommità dell'arco si erano staccati piccoli frammenti e si notavano e si notano tutt'ora delle lastre di copertura e tegole sconnesse e pericolose per i passanti».

Dopo la denuncia di pericolo, ricorda Bruno Giampaoli, presidente di Italia Nostra di Massa, «erano intervenuti i vigili del fuoco che hanno pensato bene di montare una serie di tubi Dalmine coprendo il passaggio e garantendo la sicurezza da eventuali distacchi di materiale».

E poi i cittadini del centro storico. Pier Paolo Bigi, Paolo Vatteroni, Andrea Biagioni, che furono tra i protagonisti della pulizia della fontana del Battì, dicono anche a nome di altri concittadini: «Bene la prortezione dell’arco per evitare pericoli. Ma adesso serve un intervento complessivo di recupero. Chiediamo all’amministrazione di attivarsi al più presto».

A rallentare la partenza dei lavori, ipotizza Giampaoli di Italia, sarebbe una questione di proprietà e competenze: « Sembrerebbe che la struttura portante in marmo sia di proprietà del Comune mentre le due statue marmoree siano ancora di proprietà privata». Dunque, non essendo chiaro chi deve fare cosa, l’arco di Pasquino e Pasquina resta lì in attesa. Una storia tipicamente italiana.c.f.

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