Il presidio
Ecco la strada verso il Sagro
Poco meno di un chilometro: 458 metri in area Parco, 447 in zona cave, avversata dagli ambientalisti
CARRARA. 905 metri di strada, di cui 458 in area Parco e 447 in zona cave, con una pendenza che oscilla tra il 19.5% del tratto più a valle e i 27,7% del rettilineo più a monte, da realizzare in parte ex novo, su spazi per lo più già occupati dai bacini estrattivi e in parte su un percorso già esistente, ovvero quello di una vecchia via di lizza che dal Morlungo arrivava alle cave che sovrastano Torano nei pressi della Fossa Paolina. E’ la proposta del sindaco di Fivizzano Paolo Grassi per “salvare” le cave del Sagro dalla chiusura. Lo si legge nella missiva inviata al collega carrarese Angelo Zubbani, lo scorso 22 novembre e immediatamente inoltrata all’Ufficio Marmo carrarese, per un parere tecnico. La proposta di una nuova strada per collegare le cave del Sagro al piano era riemersa con forza a giugno dello scorso anno quando Provincia, Comuni di Massa e di Carrara ed Ente Parco avevano sottoscritto un protocollo che prevedeva la realizzazione di una viabilità interna ai bacini marmiferi dal Morlungo a Torano (con la richiesta a piazza Due Giugno di aprire temporanea delle strade cittadine ai camion dei detriti del Morlungo) per salvare le cave del Sagro che, vista l'indisponibilità "per frana" della strada da Fosdinovo, non riuscivano più a smaltire i materiali di risulta della lavorazione (i blocchi sono autorizzati "in deroga" a transitare da Carrara).
Secondo la proposta del sindaco Grassi, la parte più a valle del tracciato, circa 400 metri, sarebbe da costruire ex novo ma andrebbe a insistere in una zona già occupata dalle attività estrattive mentre la parte più a monte, della lunghezza di 450 metri, sorgerebbe in Area Parco ma sarebbe – sottolinea il sindaco di Fivizzano nella sua lettera al collega carrarese - «una strada in verità già esistente, raccordabile con un semplice intervento di messa in sicurezza e altre piccole migliorie».
Il percorso «già esistente» oltre a sorgere in area Parco è una antica via di lizza, che secondo molti – dal fronte ambientalista ad Assemblea Permanente, incluso il Movimento 5 Stelle e Carrara Bene Comune – «va tutelata e preservata per il suo valore storico e culturale, senza trascurare l’impatto ambientale del traffico dei mezzi pesanti attraverso un’area naturalistica teoricamente protetta». Quello su cui invece insiste il sindaco Grassi, nella sua lettera, sono i “benefici” di quest’opera: «Le cave del bacino del Sagro rappresentano una delle fonti di occupazione e reddito della popolazione della valle del Lucido. Molte famiglie di Vinca e Monzone e alcune di Carrara dipendono in misura più o meno grande dall’industria estrattiva del Sagro e dal suo indotto» scrive Grassi, ricordando che «anche il mondo sindacale più di una volta ha espresso preoccupazione sulle prospettive occupazionali, vista la difficoltà di portare a valle i materiali lapidei e i loro sottoprodotti che può comportare il rischio di penalizzazione o addirittura chiusura del bacino stesso». Nell’opera di “convincimento” del collega Zubbani, Grassi spiega che la nuova strada «risolverebbe definitivamente il collegamento tra quella esistente nel nostro e i bacini marmiferi carraresi attraverso lo snodo Morlungo e Fossa Paolina» e «permetterebbe di salvaguardare le criticità sociali e occupazionali del nostro territorio e di risolvere i disagi della popolazione carrarese, specie di Castelpoggio, Gragnana, Potrignano e Torano attraversate dai camion». Insomma conclude il sindaco di Fivizzano, con questa nuova strada «tutto il movimento marmifero sarebbe incanalato nelle moderne infrastrutture, quali la via dei marmi, con effetti positivi sulla viabilità complessiva e su futuri progetti di sviluppo»; inoltre «gli imprenditori interessati hanno dato la loro disponibilità alla realizzazione». Il sindaco Angelo Zubbani, ricevuta la mappa con il tracciato proposto dal collega lo scorso 22 novembre l'ha inoltrata all’ufficio Marmo per chiedere una valutazione tecnica anche se, parlando del protocollo, il primo cittadino di Carrara aveva già dichiarato esplicitamente di essere favorevole all’opera e di non volersi assumere lui la responsabilità della chiusura (e della perdita dei posti di lavoro) delle cave del Morlungo.
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