Il Tirreno

«Punto sui giovani, mi piace farli crescere»

«Punto sui giovani, mi piace farli crescere»

Già in programma una collaborazione fra la maison del maestro fiorentino e l’Istituto Einaudi

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CARRARA. Antonio Liverano era solo un ragazzino di 11 anni quando raggiunse a Firenze, dalla Puglia, il fratello Luigi, per lavorare insieme a lui nel nuovo atelier che il fratello aveva aperto dopo aver imparato tutti i segreti del mestiere legati all'alta sartoria, da Commessanti, uno dei sarti più prestigiosi dell'epoca. Nel corso degli anni i fratelli Liverano, con il loro stile inconfondibile, hanno costruito un brand che oggi rappresenta nel mondo una garanzia di qualità, per un prodotto conosciuto da tutti come confezionato a mano dalle migliori mani artigiane.

Dal Giappone, alla Cina, agli Stati Uniti fino agli Emirati Arabi, Liverano&Liverano ha conquistato la fiducia del mercato internazionale vedendo crescere la sua fama sempre di più, tanto da vedere raccontata la sua storia in un documentario dal titolo I Colori di Antonio, in cui il regista rivela, attraverso l'obiettivo della telecamera, il lavoro, le origini, la vita e la filosofia lavorativa del maestro fiorentino. Antonio Liverano, ci spiega quindi il perché della decisione di aprire proprio a Carrara il suo 2° laboratorio, dopo Firenze, che poi andrà ad ospitare anche il suo 3° negozio, oltre quello fiorentino e quello di Tokyo: «Conoscevo Francesca e Massimo da molti anni - confida Liverano - e progettavo da tanto tempo di aprire un altro laboratorio ma aspettavo che Francesca fosse cresciuta abbastanza e poi avevo il pallino della Versilia sin da ragazzo». Antonio Liverano, nel suo racconto, ha anche sottolineato la sua voglia di puntare sui giovani: «Perché così li cresco a modo mio sia professionalmente che nel comportamento: io tengo particolarmente all'etica». Ed è sicuramente a questa intenzione che è legato il progetto di ospitare, tramite stage, i ragazzi e le ragazze del neonato corso di moda presso l'Istituto Einaudi di Marina: l'unico istituto dedicato alla moda presente sul territorio, a parte l'istituto di Pontedera e che potrebbe rivelarsi un utile serbatoio da cui attingere risorse. Tanto che è in programma per febbraio una visita del maestro fiorentino alla scuola, per parlare con i ragazzi. Lo stesso suo collaboratore Massimo Lori ricorda come potrebbe crearsi una bella intesa tra laboratorio e scuola, in una prospettiva futura di crescita: «Un po' come è successo a Firenze con il Polimoda e il Marangoni a Milano». (f.v.)

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