Il Tirreno

Marina, apre l’alta sartoria Liverano

di Francesca Vatteroni
L'interno della sartoria
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L'interno della sartoria

Produrrà abiti inizialmente pret-a-porter: «Ora ci sono quattro dipendenti, nei programmi pensiamo di arrivare a quindici»

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CARRARA. Liverano & Liverano, per chi non la conoscesse una grande sartoria di Firenze, uno dei nomi più prestigiosi legati al mondo degli abiti di lusso e del su misura, con il 100% dei capi realizzato esclusivamente a mano dai sarti cresciuti alla scuola di quello storico laboratorio nato a Firenze nei lontani anni '40 e che oggi veste la porzione, di nicchia ma più facoltosa, dei più importanti mercati di abbigliamento stranieri, ha aperto un altro laboratorio proprio Marina di Carrara.

Antonio Liverano sceglie dunque di aprire un altro atelier, oltre quello storico nel cuore di Firenze e Tokyo, e sceglie Carrara, complice la conoscenza di lunga data con i due collaboratori, carraresi doc, che saranno al timone, insieme a lui di questa nuova avventura: Massimo Lori e Francesca Sabatini. «Sono 12 anni che stavo cercando di convincere Antonio Liverano ad aprire un laboratorio qua, ma non si sentiva ancora pronto: la sua preoccupazione era di non trovare persone abbastanza preparate per garantire l'alta qualità del prodotto - racconta Massimo Lori, che in passato lavorò alla D'Avenza e che oggi è direttore commerciale della Holland&Sherry, una ditta di tessuti scozzese appartenente a un gruppo societario con sede a New York - del resto, bisogna tener presente che a Firenze , i sarti del laboratorio impiegano circa 50 ore per confezionare un abito: dietro c'è un grandissimo lavoro di precisione e una grande abilità manuale».

Massimo Lori spiega poi come nel nuovo laboratorio di Marina usciranno inizialmente capi prêt-à-porter, a cui i sarti e le sarte che verranno assunti, è previsto dedicheranno circa 30 ore di lavoro: un po' meno rispetto al laboratorio fiorentino; solo successivamente si arriverà al su misura, raggiungendo anche l'80% del lavoro fatto a mano, fino a metterlo in vendita, ci spiega sempre Lori, ad un prezzo che andrà sull'ordine dei 3.000 euro: «All'inizio faremo solo capi per uomo, in seguito vorremmo creare anche capi per donna. Nel frattempo comunque - prosegue Lori - stiamo facendo modellistica e cucendo prototipi, cioè i vestiti usati come base per studiare i difetti e le quattro ragazze già assunte nel laboratorio, che hanno seguito i lavori in questo periodo, diventeranno operative da febbraio, quando cominceremo la produzione vera e propria».

Lori anticipa che, nei progetti, se le cose dovessero andare come dovrebbero, sono previste assunzioni fino ad arrivare a 15 dipendenti, fra ragazzi e ragazze, così come è accaduto per il laboratorio a Firenze; anche lo spazio a disposizione c'è, dato che l'atelier che si trova in via Felice Cavallotti, dove era un tempo il negozio di sport Vinazzani, possiede 2 piani per un totale di 320 metri quadrati: «Anzi - continua il collaboratore di Liverano - se continuano questi ritmi di lavoro, tra un po' cominceremo a starci stretti, considerato anche che all'interno metteremo un punto vendita».

Massimo Lori chiarisce anche come il laboratorio assumerà e probabilmente arriverà a un massimo di 15 dipendenti, perché aumentare la mole di lavoro ulteriormente significherebbe fare un numero di assunzioni tali, per non perdere il livello di qualità, che spingerebbero il laboratorio fuori mercato quanto a costi del personale: «Se però il progetto prenderà campo, potrebbe significare successivamente magari l'apertura di un pantalonificio o comunque di altri laboratori per altre qualità di prodotto - ipotizza Massimo Lori - inoltre noi abbiamo interesse che arrivino sul territorio altre aziende simili alla nostra, per creare un polo e trovare delle collaborazioni e delle sinergie, pur mantenendo il brand separato -puntualizza e sottolinenado poi - questo proprio perché noi puntiamo sulla qualità e non sulla quantità e quindi vorremmo che a Massa-Carrara si creasse una specializzazione in questo settore: creerebbe movimento. Del resto poi questo rappresenta il futuro, visto che è quello che chiede il mercato: oggi il prodotto fatto a mano è più richiesto di quanto non sia prodotto, quindi è destinato a crescere».

Anche Francesca Sabatini, modellista e responsabile della produzione concorda con Massimo Lori, tramite il quale, tra l'altro, conobbe Antonio Liverano, anni fa, quando lei faceva la modellista in un'azienda di Massa-Carrara e Lori era uno dei titolari: «Ci siamo piaciuti sin dall'inizio - rivela la Sabatini parlando di Liverano - io facevo la modellista presso La Sartoria Toscana e lui era un cliente: ma ha subito capito la grande passione che avevo per questo lavoro e così mi fece capire che avrebbe volentieri iniziato una collaborazione con me». La Sabatini spiega infatti quanto sia indispensabile la passione in questo mestiere: «E' la prima cosa che ho chiesto alle ragazze prima di assumerle e che continuerò a chiedere nei futuri colloqui: se hanno passione; perché questo è un lavoro dove non si può guardare l'orologio e soprattutto perché la sartoria è un'arte che va nutrita con la passione».

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