Il Tirreno

«Seimila giovani senza lavoro»

«Seimila giovani senza lavoro»

Dati choc alla conferenza sulla povertà. Volpi: al sociale destiniamo 7,5 milioni

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MASSA. La povertà, la disoccupazione, la mancanza di alloggi popolari, il degrado e la difficoltà di accedere al microcredito. La crisi economica ha segnato duramente il territorio apuano, sono infatti migliaia le aziende che hanno chiuso nella provincia apuana e, oltre 6 mila i giovani che non hanno e non cercano un lavoro, non vanno a scuola e non frequentano percorsi formativi a causa della sfiducia nel futuro. Oltre 16 mila le persone che invece si sono rivolte, solo nel 2016 alla mensa della Caritas per avere solamente un pasto caldo. L'emergenza povertà e il disagio sociale in generale, sono stati gli argomenti affrontati al convegno organizzato dall'associazione “Massa Città Nuova”, sabato pomeriggio presso le stanze del teatro Guglielmi, a cui hanno preso parte oltre a numerosi cittadini, i consiglieri comunali Stefano Benedetti e Giancarlo Casotti, il presidente e vicepresidente di “Massa città Nuova” Mauro Rivieri e Manuela Angeli, l'assessore Alessandro Balloni e i sindaci di Pietrasanta e di Massa Massimo Mallegni e Alessandro Volpi. «C'è bisogno di più controlli nelle assegnazioni delle case – afferma Benedetti - abbiamo scoperto dei cittadini che vivevano nelle case popolari e poi avevano un lavoro, TV a 50 pollici e anche l'auto, come in via della Tortore. I dati che poi ci arrivano sulla povertà non sempre poi sono reali, tanta gente per vergogna e dignità, non denuncia il proprio stato di miseria e rimangono nell'anonimato. Il comune deve fare molto di più per il sociale, non possono lasciare sole famiglie intere. Il nostro impegno è quello di segnalare chi ha bisogno di sostegno e far si che, in tempi brevi, queste persone vengano aiutate. Anche le borse lavoro, che danno 400-500 euro a persona, a Massa che è la città della Toscana con il più alto tasso di disoccupazione, sono solo 43 su tutta la popolazione. Credo poi che prima di tutto abbiano diritto gli italiani ad avere agevolazioni, poi dopo anche gli stranieri, che spesso si autocertificano i documenti per salire in graduatoria». L'amministrazione comunale però non ci sta a vedersi accusare di lasciare i propri cittadini da “soli”, perché noi, dichiara l'assessore Balloni, «abbiamo fatto partire già molti accertamenti sullo stato in cui versano le famiglie e se qualcuno non rispetta le regole, sarà fatto uscire delle case popolari, e chi ne avrà diritto non sarà abbandonato. I percorsi di inclusione sociale, le vecchie borse lavoro, poche o tante che siano, sono comunque una boccata di ossigeno perché chi ne può usufruire. Purtroppo le risorse sono poche, il municipio non ha molti fondi a disposizione». «Siamo qua per ascoltare tutti– conclude il sindaco Volpi – la crisi morde e i comuni hanno spesso anche le mani legate, perché non sono tutte nostre le competenze. Sugli alloggi, abbiamo a che fare anche con l'Erp, e noi quotidianamente chiediamo abitazioni, ma i tempi non dipendono dall'amministrazione. Abbiamo dedicato alla spesa sociale 7,5 milioni di euro, una voce che negli anni non si è mai ridotta, anzi l'abbiamo aumentata, con particolare attenzione ai minori e ai disabili. Prima c'erano i contributi che arrivavano dalla Regione e dal Governo, ora invece si sono notevolmente ridotti. Quest'anno ben 300 mila euro sono stati destinati ai lavori di pubblica utilità, per creare anche un'occupazione, almeno temporanea».

Sara Lavorini

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