Il Tirreno

Pochi soldi, meno poteri: Unione dei Comuni in crisi

L’uscita di Aulla, Fivizzano e Zeri dalla Polizia municipale è l’ultimo colpo all’ente che perde anche le deleghe sull’Agricoltura. Ballerini: bisogna reagire

3 MINUTI DI LETTURA





FIVIZZANO. Meno soldi, meno “poteri”, sempre più municipi che tornano al “fai da te” e rinunciano alle funzioni associate. L'Unione dei Comuni della Lunigiana sta vivendo un momento travagliato: come in una piccola Brexit in salsa locale, l’Unione lunigianese subisce spinte disgregatrici di variio genere, un po’ come l’Unione europea.

I recenti avvenimenti interni che hanno cambiato gli equilibri nella gestione di alcuni servizi consociati, come quello della Polizia Municipale, dal quale sono state registrati gli abbandoni di Aulla, Fivizzano e Zeri, aprono una seria riflessione sul ruolo futuro che dovrà ricoprire questo ente all'interno di un contesto di sviluppo del territorio lunigianese. Riccardo Ballerini, sindaco di Casola e presidente dell’Unione, non nasconde le difficoltà e spera in un’inversione di tendenza.

«Indubbiamente, l'uscita di alcuni comuni dal servizio di Polizia Municipale - afferma Ballerini - ha indebolito l'ente, soprattutto per quanto riguarda le risorse. L'uscita di Aulla ha procurato un danno di qualche centinaia di migliaia di euro, in quanto il servizio non veniva più riconosciuto, in base alla normativa regionale. Questa prima uscita ha fatto sì che altre realtà seguissero il suo esempio. L'ente, nonostante questo, sta andando avanti comunque, l'anno che si è appena concluso è stata abbastanza importante sotto il profilo di alcune decisioni intraprese, su tutte l'eliminazione delle dirigenze. Questo cambio è dovuto all'esternalizzazione delle deleghe, ritornate alla Regione o ad altri enti sovracomunali».

La perdita di alcune deleghe come quella all'agricoltura ha diminuito, secondo Ballerini, le possibilità di intervento dell'Unione dei Comuni sulla realtà locale. «Perdere questa delega, in un territorio come quello lunigianese, così complesso e variegato, ha comportato un allontanamento del servizio dai cittadini. Oggi non c'è più all'Unione dei Comuni un punto di riferimento per quanto riguarda questo settore».

Nonostante questi cambiamenti, tuttavia, Ballerini assicura che l'ente è in buona salute e sta già lavorando sui progetti del Piano d sviluppo rurale (Psr) e sul recupero delle zone montane. Il grande problema però riguarda le risorse finanziarie per portare avanti questi progetti. «A livello economico, attualmente, il non riconoscimento di alcune funzioni fa sì che non si possano ricevere quei determinati finanziamenti che altri territori ricevono. Stiamo lavorando per creare due nuove funzioni, per riuscire ad accedere a nuovi finanziamenti, in quanto la Regione le riconosce solamente a quegli enti che ne hanno esattamente questo numero. Ne abbiamo due: una già accettata, sulla Protezione Civile, l'altra è in fase di studio e riguarderà i piani strutturali intercomunali. Èun processo di rivisitazione che è stato immane, la Regione Toscana crede nelle Unioni fra i comuni. Noi lavoriamo affinchè l'Unione lunigianese possa diventare sempre di più un punto di riferimento per il comprensorio». Quello che manca, dice ancora Ballerini, si potrebbe tradurre in gergo calcistico: manca lo spirito di spogliatoio. «Bisogna crederci un po' di più. - sostiene il presidente – - Una mentalità di unitarietà non c'è ancora, lo stesso territorio di certo non ci aiuta, le realtà sono diverse, forse negli anni passati si sarebbe dovuto partire con convenzioni tra singoli comuni limitrofi, che dopo qualche anno ci avrebbe fatto aprire la nostra mentalità, giungendo a costruire con sempre maggiori soggetti. Oggi ce lo diciamo tutti di guardare al territorio con una visione più ampia, solo che poi non succede».

Cristiano Borghini

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Il presidio

Peccioli, scatta la protesta contro l’ossicombustore: «Non siamo la discarica della Toscana»

di Redazione Pontedera