Italia
La Porto Spa ora è tutta di Bogazzi. Maxiesborso di oltre 10 milioni
Il patron della società che gestisce lo scalo possedeva già l’86% del pacchetto azionario. Ora ha deciso di comprare il restante, in mano ai lavoratori ex Compagnia: circa 100mila euro a testa
CARRARA. Un’operazione da dieci milioni di euro. E adesso l’armatore Enrico Bogazzi è l’unico proprietario della Porto di Carrara spa di cui deteneva, è bene precisarlo, già l’86% del pacchetto azionario. Bogazzi ha acquistato il rimanente 14% che era nelle mani di un centinaio di lavoratori portuali che sono stati liquidati con centomila euro a testa.
L’operazione. Si tratta di un’operazione complessa condotta dall’amministratore delegato della Porto spa Paolo Dello Iacono con l’assistenza del tributarista Giulio Andreani dello studio Andreani, dell’avvocato Amedeo Panetta e della notaia Alessandra Bianchi.
Un’operazione che - al di là delle cifre, le percentuali e i nuovi assetti - ha alla base un impegno preso in prima persona dodici anni fa dallo stesso Enrico Bogazzi. Quando infatti i lavoratori della ex Compagnia portuale avevano acquisito circa il 14% del pacchetto azionario, c’era stata la promessa dell’armatore di ricomprare, qualora se ne fosse profilato il bisogno (per motivi legati al pensionamento o più semplicemente dalla volontà di uscire dalla società) tutte quante le quote.
Così è stato e il patron della Porto spa ha sborsato 10 milioni di euro, prezzo pattuito - fanno notare negli ambienti vicino alla società - quando gli affari andavano a gonfie vele e la crisi degli ultimi anni era davvero ancora molto lontana. Ai lavoratori detentori di parte del pacchetto Porto è toccata una somma di circa centomila euro a testa.
L’armatore Bogazzi, detenendo ben oltre la maggioranza, non aveva alcun obbligo giuridico di acquisire il resto del pacchetto azionario della società, quello che ancora non era nella sua disponibilità, ma ha scelto di portare a termine questa onerosa operazione proprio per dare seguito all’impegno preso con i lavoratori oltre dieci anni fa.
I nuovi assetti. Entrando nel dettaglio dell’operazione che ha sancito il passaggio di proprietà del pacchetto detenuto dai lavoratori come cambia l’assetto della Porto spa.
I numeri, in questo caso, sono importanti. Con l’acquisizione delle quote di proprietà, fino ad oggi, dei lavoratori, Bogazzi di fatto detiene oltre il 98% del pacchetto azionario della Porto di Carrara spa.
I soci privati rimasti sono tre: Alberto Dello Iacono (che è anche amministratore delegato della Porto di Carrara spa), Giovanni Panzani e Fabio Tognocchi. Oltre alla società di Bogazzi (98%) c'è la Labrolines, la Piero De Gasperis e la Spadoni (posseduta da MSC).
Il maxi esborso. Centomila euro a testa. Euro più euro meno. Tanto toccherà ai lavoratori che, all’epoca della costituzione della società avevano acquistato le quote, quelle quote la cui maggioranza (o meglio l’86%) è sempre stata nelle mani dell’armatore, e presidente del porto Enrico Bogazzi.
Tutto con un tacito accordo, quello che lo stesso patron della Porto spa si sarebbe impegnato a ricomprarsi le quote quando i lavoratori avessero deciso di dismetterle.
E così è stato. Il tutto con l’ausilio di professionisti importanti che hanno fatto in modo che l’operazione Porto potesse concludersi anche in tempi strettissimi.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
