Il presidio
La maglia di Gucci è falsa: a processo
MASSA. La t-shirt di Gucci se acquistata in un negozio sarebbe costata quasi duecento euro, invece dal venditore ambulante africano era venuta via con una quindicina di euro. Perché la griffe era...
MASSA. La t-shirt di Gucci se acquistata in un negozio sarebbe costata quasi duecento euro, invece dal venditore ambulante africano era venuta via con una quindicina di euro. Perché la griffe era stata evidentemente contraffatta. E in maniera decisamente grossolana, dato che il disegno dei fiori che si trovavano all’altezza del petto non era proprio come l’originale. A spiegarlo è stato il consulente dell’azienda che ha mostrato la sua perizia in tribunale davanti al giudice Elisabetta Congiusta. La maglietta, insieme a tante altre repliche, era stata sequestrata dalla guardia di finanza durante un blitz interforze contro la contraffazione. Per il resto però, ha detto l’esperto, occorreva avere un occhio attento per accorgersi del falso: le due g della maison erano distanti tra loro, mentre nei capi originali sono praticamente intrecciati.
Alla sbarra ci sono due cittadini africani denunciati dalle fiamme gialle durante l’operazione effettuata più di un anno fa durante le ore del mercato settimanale. E in pochissimo tempo i militari avevano trovato 150 capi di manifattura contraffatta, tra cui scarpe, borse ed occhiali di note case di moda. Non erano sulle bancarelle, ma facevano bella vista su viale Eugenio Chiesa e messe in vendita da cittadini extracomunitari. Gli stranieri alla vista dei militari si erano dati alla fuga disperdendosi tra i clienti dei banchi del mercato. E rischiando di travolgere chi era lì per acquistare. Ma due di loro appunto erano stati identificati.
L’impegno dei militari della guardia di finanza nella lotta alla contraffazione e all'abusivismo commerciale in genere, in questi mesi ha permesso di ridurre sensibilmente le attività illecite svolte nella nostra provincia e verrà ulteriormente implementato nel corso dell'anno, specie durante la stagione estiva, quando cioè la presenza dei turisti fa aumentare, in modo esponenziale, la presenza di cittadini extracomunitari che tentano di porre in vendita capi ed accessori contraffatti di note case stilistiche. Il processo riprenderà a primavera.
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