Il presidio
Il miracolo di Alì il corsaro mortegiano che unisce le culture
Al Guglielmi si incontrano i discendenti di Piccinin-Bichtine Da Parigi a Massa, via Algeri, uno scambio unico di storie
MASSA. Una storia avventurosa, sospesa fra leggenda e realtà, quella di Alì Piccinin, il piccolo Aldino di Mirteto che viene rapito dai corsari, portato ad Algeri, che diventa egli stesso corsaro e poi pascià. E la storia, forse ancora più incredibile, dei discendenti dei protagonisti di questa vicenda che si ritrovano e si precipitano da Parigi a Massa per raccontarsi e per assistere alla prima della traduzione teatrale del racconto. Un cortocircuito fra realtà e fantasia, fra mondi e tempi diversi che trova sintesi miracolosa sul palco del teatro Guglielmi. Dove ieri sera è andata in scena la prima della trasposizione teatrale di Alì Piccinin e prima ancora, nel pomeriggio si sono incontrati i discendenti e i protagonisti di questa vicenda.
Riepiloghiamo. Riccardo Nicolai, scrittore massese, scopre per caso parlare delle gesta di Alì Piccinin - bambino del Mirteto di Massa rapito, diventato corsaro e poi pascià, che costruisce una moschea per amore di una principessa racconta. Inizia a scavare a ricercare, dopo un anno e mezzo dà alle stampe “Alì Piccinin, un mortegiano pascià di Algeri”, edito da Ali di Carta. Il fratello Alberto Nicolai, attore e regista, accetta di portarne una versione a teatro. Ma ci sono altri, molto lontano, che stanno interessandosi alla storia di Alì Piccinin. Come Anissa Lalahoum che vive a Monteuil ma è di origini algerine che assieme a Geraud Dellea, francese di origini lombarde, diventato musulmano in Giappone, si mettono sulle tracce della principessa Lalahoum, l’amata di Alì, che porta il suo stesso nome.
A Parigi, ma originaria della Cabilia, vive Hania Belkadi, che è discendente della dinastia Belkadi a cui apparteneva la principessa amata da Alì e che viene a conoscenza del libro di Nicolai. Hania, Geraud e Alissa non esitano a volare fino a Massa per assistere alla prima. Assieme a Karim Metrief, giornalista che ha tradottoil racconto del mortegiano ad Algeri. Eccoli così tutti sul palco del Guglielmi a raccontarsi. «Questa è una storia di scambi, di rapporti mai raccontati fra le sponde del Mediterraneo, fra mondi solo in apparenza lontani e sconosciuti fra di loro. La globalizzazione esisteva anche allora e Internet era il Mediterraneo», dice Metrief. «Devo dirlo, questa terra la sento anche un po’ mia«, aggiunge estasiata Hania
Sul palco anche i fratelli Nicolai che ripercorsso l’avventura alla scoperta di Alì, l’assessore Elena Mosti e Nicola Cavazzuti, che lancia l’ide adi realizzare un percorso dei luoghi di Alì Piccinin (il Mirteto un po’ come la Licata di Montalbano). In platea i giovani di Arte in Movimento di Carrara, Urban Concept Accademy e Softlink che poi hanno recitato sul palco (la replica stasera alle 21).c.f.
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