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Commissione sociale caos Casotti vuole bloccarla
Il consigliere protesta: «Se il sindaco non ci mette mano non facciamo un passo» È andato via uno dei segretari e non è stato sostituito: «Siamo fuorilegge»
MASSA. Blocco futuro della commissione sociale del Comune di Massa: «Se il sindaco non ripristina una situazione di legalità all'interno della commissione- dice il suo presidente Giancarlo Casotti- io da febbraio smetterò di convocare la commissione sociale». Non le manda a dire Giancarlo Casotti, socialista, presidente di una delle commissioni consiliari più delicate del comune. Il possibile blocco della commissione sociale, secondo i suoi membri, metterebbe a serio rischio il lavoro di anni, e inoltre in ballo ci sono diversi atti importanti, tra cui il piano integrato dei servizi sociali e quello per l'emergenza abitativa, che necessiterebbero di una discussione puntuale e veloce. Ma se il presidente non convoca la sua commissione, i lavori saltano e così anche i provvedimenti pensati per la cittadinanza, che poi dovrebbero finire in consiglio comunale.
Il problema, secondo Casotti, sta nel trasferimento di uno dei due segretari di commissione, che ad oggi non è stato sostituito: «Prima c'erano due segretari- spiega Casotti- che si alternavano e facevano gli straordinari, se uno dei due mancava. Adesso invece ne resta solo uno e se si ammala è un disastro». Da più di una settimana, dunque, per motivi di malattia legati ad un dipendente comunale, le commissioni consiliari si riuniscono senza un segretario: i presidenti sono costretti a stilare da soli il verbale delle sedute, a registrare ciò che accade in estemporanea e in pratica devono scrivere e contemporaneamente coordinare i lavori della commissione; anche burocraticamente è tutto in mano dei presidenti: inviano le comunicazioni, convocano materialmente i relatori, controllano la posta.
«Oltre ad essere fuorilegge- continua Casotti- è anche pericoloso, perché se verbalizzo male, se non riesco a stare dietro a tutti gli interventi, rischio di inficiare un'intera seduta. Noi presidenti ci stiamo autogestendo ed è inconcepibile. Io non ho intenzione di rischiare per inefficienza della macchina amministrativa». Al consigliere Casotti si unisce anche il consigliere Nicola Cavazzuti, presidente della commissione Ambiente: «Pensate che ogni settore dovrebbe avere un suo segretario specifico, mentre noi tutti ce ne dividiamo, al momento, soltanto uno. È un problema serio di organizzazione che rende i lavori delle commissioni impossibili».
A rincarare la dose, è il consigliere di Forza Italia Stefano Benedetti, che a questo giro è pronto a chiedere una sorta di commissariamento della presidenza del consiglio: «Quello della mancanza dei segretari comunali- commenta Benedetti- non è l'unico problema emerso in questi anni. Altre spiacevoli situazioni mi inducono a pensare che la presidenza del consiglio non funzioni. Il presidente Ceccotti ha sempre penalizzato le minoranze, dimostrando una condotta poco democratica e assolutamente non istituzionale, stravolgendo spesso le decisioni assunte nella conferenza dei capigruppo».
Per questo, tutti i presidenti delle commissioni consiliari di Massa hanno deciso di riunirsi, la prossima settimana, e fare il punto della situazione, uscendo con una richiesta comune di ripristino della legalità al presidente del consiglio comunale Domenico Ceccotti e al sindaco Alessandro Volpi. La protesta dei presidenti potrebbe portare al blocco totale di tutte le commissioni consiliari.
Manuela D’Angelo
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