Il presidio
Alì, dal Mirteto a pascià di Algeri
Stasera e domani la piece al Guglielmi, e nel pomeriggio si ritrovano i discendenti
MASSA. Sembra una favola, uno di quei racconti dove la storia esce dalle pagine del libro e si mescola alla realtà, dove i personaggi non sono semplici figure disegnate dalla matita di un illustratore ma si trasformano in carne e ossa e l'autore, alla fine, diventa parte del libro che ha immaginato e scritto. Il romanzo di Riccardo Nicolai "Alì Piccinin. Un mortegiano pascià di Algeri" uscito nel 2015 e che stasera e domani (ore 21) andrà in scena al Guglielmi grazie alla trasposizione teatrale realizzata da Alberto Nicolai, non smette di stupire e di incantare.
La storia, frutto di una ricerca fatta da Riccardo, parte alla fine del 1500 e parla di un bambino di Mirteto, il piccolo Aldino, rapito, portato in Algeria, diventato corsaro e poi pascià, ecco Alì Piccinin. Una storia di amore e di avventura a cui non manca nulla e che adesso, dopo secoli, sembra riuscire a ritrovare i discendenti dei protagonisti del racconto. «Proprio in questi giorni sono riuscito a mettermi in contatto con la discendente di Alì – racconta Riccardo nella sua libreria Ali di Carta – si chiama Safia Betchine, il cognome ha subito modifiche fonetiche, Betchine è la corruzione araba dell'italiano Piccinin, vive a Sétif nell'Algeria est e fa il medico. Purtroppo non riuscirà a partecipare allo spettacolo teatrale per i tempi della burocrazia ma stiamo organizzando un incontro a breve».
Una storia tramandata oralmente, che ha resistito al tempo e alla colonizzazione francese, eppure il piccolo Aldino divenuto Alì il pascià è ancora qui. «Quando ho chiesto a Safia delle sue origini mi ha detto "Salve Alì Piccinin era un mio avo. Mi dispiace ma io non parlo abbastanza bene la mia lingua italiana". In quell'aggettivo possessivo ho trovato il più bell'attestato di amore per una terra, per le proprie origini, per il proprio sangue. In quell'aggettivo c'era un po' di Mirteto. Alì Piccinin è vivo».
Poco tempo fa Riccardo era venuto in contatto con un altro discendente del libro, Hania Belkadi, la sua antenata Lallahoum Belkadi era la principessa che sposò Alì, figlia del sultano del reame di Koukou, «lei sarà presente – continua Riccardo – Hania non ha esitato a precipitarsi ad assistere alla pièce, desiderosa di conoscere la terra che sente un po' come sua».
Accanto ad Alberto e Riccardo anche Ali Lafer, architetto incaricato di restaurare la moschea Betchine, costruita da Alì per amore della sua principessa, Karim Metref giornalista che tradurrà in francesce il romanzo di Nicolai e altri ospiti, artisti, attori, tutti legati dalla storia di Alì Piccinin. L'appuntamento è per stasera e domani alle 21 al Guglielmi, e oggi pomeriggio, ci sarà l’incontro con gli ospiti e gli autori, nel foyer del Guglielmi.
Alessio Profetti
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