Il Tirreno

in tribunale

Minacce al commercialista pittore finisce sotto processo

Minacce al commercialista pittore finisce sotto processo

MASSA. Una lite per questioni economiche. Nello specifico per duecento euro che, secondo l’accusa, il commericalista avrebbe prestato al pittore, suo dirimpettaio, e per i quali avrebbe dovuto almeno...

2 MINUTI DI LETTURA





MASSA. Una lite per questioni economiche. Nello specifico per duecento euro che, secondo l’accusa, il commericalista avrebbe prestato al pittore, suo dirimpettaio, e per i quali avrebbe dovuto almeno avere in cambio - così era stato pattuito - un quadro, opera dello stesso artista.

A quanto riportato nella denuncia querela però il professionista non avrebbe avuto inidetro nè la tela d’autore e neppure i soldi.

Ne è nata una lite finita con minacce di morte, con tantod i coltello alla mano.

La vicenda è finita quindi in tribunale, davanti al giudice Giovanni Tori e alla pm Lara Navarrini.

Ieri mattina è stata ricostruita, da uno dei poliziotti a cui si rivolse all’epoca dei fatti il commercialista la vicenda avvenuta il 13 agosto del 2015, poco prima della chiusura per ferie dello studio professionale massese.

Una lite derivata dal contenzioso legato ai soldi, ossia alla mancata restituzione da una aprte e anche al fatto che l’artista non avrebbe fatto - semrpe stando all’ipotesi accusatoria - il quadro promesso a risarcimento della somma presa in prestito.

Da qui una discussione, sul pianerottolo dell’edificio dove coesistono, uno in faccia all’altro, lo studio professionale e l’atelier del pittore novantenne Luigi Ridolfi (difeso dall’avvocato Alessio Menconi).

«Il commercialista ci ha racocntato di essere stato minacciato di morte con un coltello ha raccontato l’agente dlela stradale - Siccome i fatti erano avvenuti in uno stabile vicino al nostrop comando ci presentammo subito nello studio dle pittore: qui trovammo altri coltelli e una mannia che vennero messi sotto sequestro e il pittore venen segnalato all’Autorità giudiziaria in stato di libertà».

Ha sfilato poi sul banco dei tetsimoni una delle dipendenti dello studio del commericalista che ha portato a processo il vicino di ufficio, per dare la sua versione dei fatti,

La donna ha raccontato di ricordare che quella mattina, alla vigilia del Ferragosto, stava lavorando a pieno ritmo al computer quando ha sentito le voci concitate del commercialista e del pittor eche consoceva essendo dirimpettatio allo studio. La donna ha detto di aver sentito l’artista dire «Se passi questa linea vedi cosa ti faccio» e di avere poi sentito il rumore, forte, come di qualcosa di metallico finito a terra. La signora ha inoltre precisato che si trovava in una postazione di lavoro non contigua ala porta d’ingresso, luogo in cui si stava svolgendo la lite, e quindi non ha visto altro m(anche perchè impegnata davanti al computer), ha solo capito che era in corso un alterco.

Il processo è stato quindi aggiornato al prossimo mese di aprile.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Primo piano
Nel Pisano

Rave party non autorizzato a Santa Luce, oltre 2mila persone nel bosco: scatta il piano di sicurezza – Video

di Matteo Scardigli