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Credito, sotto le Apuane le banche soffrono di più

Credito, sotto le Apuane le banche soffrono di più

CARRARA. La sofferenza delle banche per i crediti non riscuotibili non l’hanno creata le ditte artigianali, i risparmiatori da poco e le piccole e medie imprese. Non è così in Italia e lo stesso si...

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CARRARA. La sofferenza delle banche per i crediti non riscuotibili non l’hanno creata le ditte artigianali, i risparmiatori da poco e le piccole e medie imprese. Non è così in Italia e lo stesso si può dire nella provincia di Massa Carrara. Anzi peggio. Perché se a livello nazionale le sofferenze riferite solo al sistema bancario italiano si sono attestate a 186,7 miliardi di euro lordi, l'ufficio studi della Confartigianato segnala che al 30 settembre scorso l'80 per cento circa dei finanziamenti per cassa era stato erogato dalle nostre banche al primo 10 per cento degli affidati. Soggetti, questi ultimi, di segmento alto che sicuramente non appartengono alle categorie dei piccoli commercianti, degli artigiani o dei lavoratori autonomi. Per contro, la quota di sofferenze causate dal primo 10 per cento degli affidati è stata pari a poco più dell'81 per cento.

A livello regionale è interessante notare che in Toscana sono 248.579 gli affidati di cui il primo 10 per cento rappresenta l'81,6 % di sofferenze dove a Massa Carrara si rilevano sofferenze pari all'82,6% rispetto a una media Italia pari all' 81,1 per cento.

Questa situazione ha provocato una forte contrazione dei prestiti all'economia reale del nostro Paese. Non essendo in grado di recuperare una buona parte dei prestiti erogati, le banche hanno deciso di non rischiare più e hanno chiuso i rubinetti del credito. Solo nell'ultimo anno (novembre 2016 su novembre 2015) gli impieghi alle imprese italiane sono diminuiti di 21,3 miliardi di euro.

Nel rapporto tra banche e imprese, quelle di grandi dimensioni hanno sempre fatto la parte del leone, mentre le piccole e le micro continuano ad avere un potere negoziale con gli istituti di credito pressoché nullo.

«Se da anni la migliore clientela – scrive in un comunicato l’associazione di Categoria – costituita quasi esclusivamente da grandi imprese, grandi famiglie e gruppi societari, riceve dalle banche italiane ben l'80 per cento dei finanziamenti erogati per cassa nonostante sia poco solvibile, visto che l'81 per cento dei crediti deteriorati presenti in Italia è in capo a quest'ultima tipologia di clientela, vuol dire che nel suo complesso il sistema presenta delle distorsioni molto preoccupanti che vanno assolutamente eliminate».

Un'anomalia tutta italiana, denunciano da Confartigianato, che si è alimentata in questi ultimi decenni attraverso il massiccio ricorso al credito relazionale; ovvero i soldi, nella stragrande maggioranza dei casi, venivano prestati agli amministratori, ai soci e ai conoscenti senza garanzie, con la complicità delle istituzioni predisposte al controllo che hanno fatto finta di non vedere.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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