Il Tirreno

Beni estimati, nuovo round di ricorsi

di Cinzia Chiappini
Beni estimati, nuovo round di ricorsi

Vennai Marmi e Fantiscritti davanti al giudice, Sam riassume il procedimento sospeso prima della Corte costituzionale

3 MINUTI DI LETTURA





CARRARA. I ricorsi sui Beni estimati potrebbero essere a un punto di svolta. Sia i legali del municipio sia quelli dei 15 ricorrenti hanno chiesto un parere preliminare di merito sullo “status” delle cave elencate nell’editto del 1751. Cosa che potrebbe portare a un “accorpamento” delle azioni legali e togliere qualche castagna dal fuoco per la riscrittura del Regolamento degli Agri.

Un parere preliminare, da parte di uno dei giudici del Tribunale di Massa, sulla natura dei Beni Estimati. Una valutazione di merito, valida per tutti i 15 ricorsi, in cui magari a seguito di una disamina legale e storica, un magistrato stabilisca se le cave elencate nell’editto di Maria Teresa D’Este debbano essere assimiliate al patrimonio indisponibile del comune, e quindi ritenute pubbliche, o siano da considerarsi invece alla stregua di una qualsiasi proprietà privata. Lo hanno chiesto praticamente all’unisono i legali delle due parti in causa per la vicenda dei Beni Estimati, ovvero il Comune di Carrara e un nutrito gruppo di aziende del settore dell’escavazione “guidate” da Assindustria.

Dopo un “congelamento” di qualche mese in attesa del pronunciamento della Corte Costituzionale, dopo che lo scorso ottobre il massimo tribunale si è pronunciato senza entrare nel merito della natura dei Beni Estimati ma limitandosi a stabilire che la Regione Toscana non aveva l’autorità giuridica di legiferare in materia, lo staff legale del municipio e gli avvocati dei ricorrenti si sono ritrovati in Tribunale in questi giorni per “riassumere” le cause, ovvero per riavviarle formalmente dopo lo stop.

Proprio in questa sede, gli avvocati delle due parti, hanno chiesto un parere di merito per sulla natura pubblica o privata di queste cave, che esuli dai singoli casi e sia valevole per tutti i 15 ricorsi. Un pronunciamento in grado di fare “giurisprudenza” anche per il proseguo dei singoli contenziosi che riprenderebbero successivamente con un dibattito cava per cava per dirimere le controversie riguardanti, ad esempio, l’estensione dei mappali e i “confini” tra agri e Beni estimati ma che a quel punto partirebbero tutti da un presupposto comune ovvero la definizione della natura giuridica delle cave “tutelate” dall’editto del 1751. Il delicato compito di effettuare questa valutazione potrebbe essere affidato al giudice Paolo Puzone, in quanto titolare del primo ricorso presentato in materia, quello di Omya e Cave Statuario intentato a marzo 2016. Nei giorni scorsi, tre ricorrenti si sono orientati proprio in questa direzione: Sam, Vennai Marmi e Fantiscritti Marmi (due aziende queste, approdate in causa solo in una seconda fase, e non inserite nell’elenco delle 11 imprese che avviò l’azione legale lo scorso anno) hanno chiesto attraverso i loro legali un giudizio di merito sulla natura dei Beni Estimati, aprendo un percorso subito condiviso dallo staff legale del comune.

Il diretto interessato, il giudice Paolo Puzone, ha definito la richiesta «sensata e ragionevole», lasciando intendere di vedere di buon occhio l’iter. Adesso, in termini pratici, si tratta di convogliare tutti gli altri 12 ricorsi in questa direzione: ciò significa che nel corso delle prime udienze di ciascuna causa, in programma per le prossime settimane, giudici e avvocati dovranno formalizzare l’accorpamento, cosa che imporrà dei tempi tecnici. Se non ci saranno intoppi, e se sarà confermato “l’incarico” al giudice Puzone, stando agli stessi legali coinvolti nei ricorsi, verso la fine di maggio ci potrebbero essere le condizioni per il pronunciamento richiesto. Si tratta, inutile dirlo, di un verdetto delicatissimo, in grado di porre fine a un contenzioso vecchio di oltre 250 anni e perché non di togliere le castagne dal fuoco dell’amministrazione, impegnata nella riscrittura del Regolamento degli Agri.

Chissà se con due scadenze importanti per fine maggio, l’eventuale sentenza del giudice Puzone e ovviamente il voto per le amministrative, il municipio procederà comunque all’approvazione del testo in discussione in commissione Marmo.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Primo piano
Nel Pisano

Rave party non autorizzato a Santa Luce, oltre 2mila persone nel bosco: scatta il piano di sicurezza – Video

di Matteo Scardigli