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Senologia a breve ma per la risonanza rinvio a giugno 2018
Il punto con l’assessore Saccardi e la direttrice De Lauretis durante l’intitolazione dell’ex Monoblocco al professor Sicari
CARRARA. Sarà stato l’appello alla partecipazione lanciato dall'imprenditore Vittorio Aprili, l’orario da fine mattinata di lavoro o forse, più probabilmente, l’aria da campagna elettorale che già si respira in città, ma alla fine, ieri, le persone che si sono presentate al Monoblocco per assistere alla cerimonia di intitolazione del nuovo Centro Polispecialistico ad Achille Sicari sono state davvero tantissime. Rappresentanti delle istituzioni, consiglieri comunali, politici, esponenti dei comitati e tanti, tantissimi cittadini hanno assistito alla presentazione del busto del celebre chirurgo realizzato dagli Studi Monfroni, che da ieri campeggia nell’atrio dell’ex Monoblocco: l’onore di scoprire la scultura è stato riservato alla vedova del luminare, la signora Lina Sicari che, visibilmente emozionate, ha auspicato che il nome del marito «porti serenità a tutti i malati di questa struttura» esprimendo il desiderio di «abbracciare tutti i carraresi uno a uno» per ringraziarli di questo importante riconoscimento.
Per l’occasione è stata modificata anche l’insegna apposta all’ingresso dell’ex Ospedale, su cui è stato aggiunto il nome del luminare che per oltre 30 anni ha dato lustro al noscomio cittadino. «Questa intitolazione è stata fortemente voluta dai carraresi che hanno trovato in Sicari un grande uomo di medicina, ma anche di politica, di sport e di cultura» ha dichiarato il sindaco Angelo Zubbani sottolineando il forte legame tra il chirurgo e la sua città di adozione. E tra i tanti carraresi che hanno assistito alla cerimonia c'è anche chi, nel ricordare “il professore”, non ha rinunciato a un po’ di polemica, commentando che «Sicari non avrebbe mai permesso la chiusura dell’Ospedale ma vi si sarebbe opposto con tutta la verve che lo contraddistingueva».
Ma, amarcord e polemiche a parte, l’iniziativa di ieri mattina è stata anche un’occasione importante per rilanciare una serie di impegni sulla sanità cittadina, anche e soprattutto per la presenza dell’assessore regionale alla Sanità Stefania Saccardi e del direttore generale dell’azienda Usl Toscana Nord Ovest Maria Teresa De Lauretis. «Venni qui un anno fa, questo posto era un cantiere e c’era la forte preoccupazione di aver perso un punto di riferimento importante per la città» ha ricordato l’assessore Saccardi, spiegando che allora, «è partito un lavoro, che ha permesso di riempire questa struttura di funzioni importanti, complementari rispetto a quelle offerte dall’Ospedale per acuti. Tornando qui, oggi, ho potuto toccare con mano il cambiamento e la crescita dell'ex Monoblocco. So che ci sono altri bisogni e migliorie da effettuare ma posso confermare che procederemo, un passo dopo l’altro» ha concluso l’esponente della giunta regionale.
Nel dettaglio delle “cose da fare” è entrato il direttore generale: rispetto a quanto sancito dal Piano Attuativo Locale del 2013, a Monterosso si attende ancora l’arrivo della Risonanza Magnetica, della Senologia, della Medicina Nucleare e della Scuola Infermieri. «Per la Risonanza abbiamo già il milione di euro necessario ai lavori, siamo in fase di appalto e il cantiere aprirà entro l’anno per poi concludersi verso la metà del 2018» ha spiegato Maria Teresa De Lauretis assicurando che anche sull’apertura degli ambulatori di Senologia, al Monoblocco, tutto procede senza intoppi, i lavori sono in corso e il servizio entrerà in funzione a settembre di quest’anno.
Sulla Medicina Nucleare, invece, non ci sono molte certezze visto che, come ha confermato il direttore generale, «i 3 milioni di euro necessari ai lavori non sono ancora stati stanziati» e dunque non esiste alcun crono programma anche se, interpellata sulla questione, l’assessore Saccardi ha garantito che «l’impegno sarà mantenuto».
Ancor più fumose le sorti della Scuola Infermieri: dopo l’insorgere di ostacoli tecnici al trasferimento dell’istituto presso la Palazzina H di Monterosso e l’ipotesi di insediarlo piuttosto ad Avenza presso l’ex scuola media Da Vinci, insieme alla “costruenda” Casa della Salute, sembra non esserci più alcuna certezza nemmeno sulla sede destinata a ospitare gli aspiranti infermieri. Concluso lo spazio delle dichiarazioni, la cerimonia è proseguita in un clima di festa: al IV piano del Centro Polispecialistico, presso la sede del Day Hospital di Oncologia, si è tenuto un piccolo concerto, una sorta di appuntamento “straordinario” del ciclo “Donatori di Musica”, uno dei fiori all’occhiello del reparto.
Il primario Andrea Mambrini ha ricordato i 12mila pazienti che negli ultimi 8 anni hanno assistito alle performance musicali organizzate al Monoblocco, definite da Renzo Arbore – anche lui qualche tempo fa “donatore” d’eccezione a Carrara - «un balsamo per l’anima». E così, davanti alle autorità e a tanti cittadini, Benedetta Iardella al piano, Adele Casotti al violino, Veronica Pucci all’arpa e la soprano Fabiola Formiga hanno eseguito l’aria “O mio babbino caro” tratta dall'opera “Gianni Schicchi” di Giacomo Puccini e, a mo’ di augurio, il brano “La vita è bella” di Nicola Piovani.
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