Il Tirreno

Ancora in strada gli operai Costa, il responso mercoledì

di Manuela D'Angelo
Ancora in strada gli operai Costa, il responso mercoledì

La Provincia si è presa una settimana per decidere se l’azienda dei rifiuti potrà riaprire: in bilico 50 posti

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MASSA. Il primo febbraio sarà il giorno della decisione finale per la ditta Costa Mauro: Prefettura, Provincia, Giaia, Ait (associazione idrica toscana), Arpat e comune di Aulla decideranno se l'impianto potrà ripartire, oppure se rimarrà chiuso.

Si sono dati una settimana di tempo i vari soggetti interessati dalla vertenza della ditta Costa per decidere il destino dei cinquanta lavoratori, analizzare tutte le carte, valutare le autorizzazioni e poi decretare chiusura o apertura. Questa la decisione presa ieri dai vertici locali, dopo l'ennesima manifestazione di protesta. I lavoratori e i titolari della ditta Costa Mauro di Albiano Magra sono tornati a protestare in pieno centro, martedì mattina, giorno di mercato settimanale, con le loro pettorine gialle, i cartelli, i fischietti: sono partiti dalla sede provinciale della Cisl di Massa-Carrara e si sono incamminati in corteo sull'Aurelia, scortati dalle forze dell'ordine. Chiedendo a gran voce "lavoro", hanno occupato mezza carreggiata, sono arrivati fino alla rotatoria di ingresso della zona industriale e sono tornati indietro; in piazza Aranci, mentre aspettavano che i vertici di Prefettura, Provincia e Gaia li ricevessero, con i loro delegati sindacali, si sono incatenati simbolicamente all'obelisco.

Ormai sembra una storia infinita: l'attività della ditta Costa Mauro al momento non riparte perché la Provincia ha dato sì la sua autorizzazione, ma soltanto con prescrizione, mancandole, a detta sua, la documentazione del via libera di Gaia Spa. All'appello, per essere precisi, mancherebbe secondo la Provincia l'autorizzazione allo scarico in fognatura, che Gaia avrebbe chiesto alla ditta Costa Mauro sette anni fa. Secondo l'azienda, invece, la documentazione è tutta in regola, consegnata come richiesto appunto sette anni fa all'interno della Via (valutazione di impatto ambientale), al momento nelle mani della Provincia di Massa-Carrara, bloccata per motivi legali, dopo che furono aperti i contenziosi tra ditta ed Ente.

Il caso Gaia. Secondo la ditta Costa, la documentazione non soltanto è in regola ma dimostrerebbe la regolarità legale degli scarichi idrici utilizzati. La ditta Costa presentò a Gaia la domanda di rinnovo autorizzazione, per lo scarico in fognatura, lavorando in proroga, in attesa che la società leggesse le carte; nel 2010, cambiarono le disposizioni e fu detto alla Costa di inserire la domanda per Gaia all'interno della Via, come Silvia Costa dichiara di aver fatto. «La domanda di rinnovo che abbiamo presentato a tempo dovuto- spiega la titolare- è stata inserita per scelta della Conferenza dei servizi nel procedimento di Via che, ad oggi, ben oltre i termini previsti dalla legge e dopo sette anni di rinvii, non ha avuto ancora conclusione. In pratica- continua Silvia Costa- Gaia ci chiede di presentare un progetto che è stato già consegnato».

La storia. L'impianto è chiuso dal 31 luglio 2016, giorno dell'ultimo incendio avvenuto al capannone A, dove si lavorava carta e plastica. I titolari, dopo il rogo, avevano rimesso a nuovo l'impianto antincendio e ricomprato tutti i macchinari distrutti, per investimenti superiori ai 250 mila euro. Sempre a seguito dell'incendio è stata effettuata una bonifica per la rimozione di amianto, risultato poi inesistente, la Scia in possesso dei titolari è nuova e l'adeguamento dei Vigili del Fuoco è terminato, ma i rifiuti non possono ancora essere trattati e vengono trasferiti al Cermec; viaggia solo un camion e alcuni piazzali della ditta vengono utilizzati per lo stoccaggio temporaneo dei rifiuti. Il 31 dicembre scorso è terminato anche l'ammortizzatore sociale di cui i 50 operai avevano goduto per sei mesi.

L'epilogo. Alla manifestazione di protesta ha partecipato anche la segreteria regionale della Fit Cisl, con il suo segretario Stefano Boni perché, secondo il sindacato, il caso non può più essere trattato come locale. Alle 15 i sindacati sono stati ricevuti dal presidente della Provincia Gianni Lorenzetti, dal vicario prefettizio Giuseppe la Rosa, un rappresentante del comune (commissariato) di Aulla e dai vertici di Gaia spa. Un tavolo destinato però ad aggiornarsi, per l'ultima volta promettono, mercoledì primo febbraio, quando verranno decise le sorti di cinquanta famiglie.

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