Il Tirreno

«Pochi, affaticati e anche sfruttati»

I sindacati: carenze di infermieri, ferie negate, turni masacranti. E chiedono l’assunzione di 20 Oss

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MASSA. Dopo l'assemblea di qualche giorno fa in cui le maggiori sigle sindacali hanno redatto un documento da consegnare all’assessora regionale al diritto alla salute Stefania Saccardi e a Maria Teresa De Lauretis, direttrice generale dell’azienda sanitaria Toscana Nord Ovest, quando verranno in visita (domani) al Noa per festeggiarne il primo compleanno, Cgil, Cisl e Uil, attaccano ancora. Per denunciare una situazione a loro avviso ormai insostenibile al Nuovo Ospedale Apuano. Almeno 20 Operatori Socio Sanitari da assumere e poi l'apertura di un tavolo delle trattative per discutere insieme, forze sindacali e dirigenza, un assetto organizzativo che risponda alle esigenze dei lavoratori e dei pazienti: questi i punti fondamentali che chiedono i sindacati. «Questa ristrutturazione, sta ricadendo malamente sulle spalle degli operatori, ma i servizi li fanno le persone, non i pavimenti di marmo - protesta Marco Menicucci, coordinatore Area Vasta Cgil – noi stiamo facendo da bancomat a un sistema che vuole mantenere gli stessi servizi, tagliando il fattore umano. I riposi spettanti vengono saltati costantemente, le ferie non vengono concesse: il dirigente infermieristico ha bloccato con un ordine di servizio generico le ferie, che invece in un primo momento aveva messo a calendario, e che comunque entro giugno, per legge, dovrebbero essere fatte. Senza considerare che tra un turno e l'altro dovrebbero trascorrere almeno 11 ore, in base a una direttiva europea, e questo è disatteso continuamente. E poi non c'è turnover: ogni tre persone che escono per pensionamento, ne viene assunta solo una. Non vorrei - conclude - visto che questa situazione disastrosa si ripete come una fotocopia anche sugli altri ospedali della cosiddetta Vasta Area, che tutto questo fosse la premessa per i aprire la strada alla privatizzazione della sanità».

E Claudio Salvadori della Uil rincara la dose: «Stanno legalizzando la schiavitù. Avevano detto che all'accoglienza del Pronto Soccorso ci sarebbero stati 3 Oss e 3 infermieri,ma non rispettano nemmeno quello che stabiliscono loro. Chiediamo un tavolo aperto per risolvere i problemi urgenti, non per parlare dei problemi che si presenteranno domani, perché la sanità viaggia a 1000 e quello che oggi è un problema, domani diventa due problemi, per cui la De Lauretis si deve sedere con noi».

Menicucci punta il dito contro l'assenza di un piano di assunzioni: «Le persone vanno in ferie, vanno in pensione: se il sistema sanitario toscano non ne tiene conto, non regge, perché è inutile avere le migliori apparecchiature se poi non hai le professionalità per farle funzionare. E poi chiediamo un rapporto di collaborazione e partecipazione con la dirigenza: dal 2009 la normativa nazionale, a partire dalla legge Brunetta, l'organizzazione del lavoro da materia di contrattazione con i sindacati è diventata materia di informazione, quindi le decisioni sull'organizzazione all'interno dell'ambiente di lavoro vengono calate dall'alto. Noi chiediamo almeno l'assunzione di 20 Oss, e questo servirebbe solo per sopravvivere, anche perché la carenza di personale è generale e riguarda anche infermieri e medici».

Massimo Francini della Uil disinnesca in parte la polemica provocata da un comunicato stampa in cui la segreteria Cisl, annunciava che non avrebbe preso parte alla conferenza, lamentando nei confronti delle altre componenti sindacali "fughe in avanti", assenza di "spirito unitario e l'assenza di un riferimento politico a cui rivolgersi per avere risposte concrete": «C'è un problema nelle segreterie provinciali di Funzione Pubblica ma non c'è nessun problema nei rapporti in ambito della Sanità», assicura.

Francesca Vatteroni

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