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L’Accademia di Belle Arti in festa
Successo per l’iniziativa promossa dal Comitato Pro Torano, scultura in evidenza
CARRARA. La Festa della Toscana, nata nel 2000 grazie a un'iniziativa del Consiglio Regionale per ricordare l'anniversario della Riforma Penale promulgata, nel 1786, da Pietro Leopoldo di Lorena, Granduca di Toscana, con cui venivano abolite la pena di morte e la tortura, viene celebrata ogni 30 novembre, ma prosegue, nei mesi successivi con numerosi eventi e incontri organizzati su tutto il territorio. Ad ogni edizione, la Regione mette a disposizione attraverso un bando, dei fondi allo scopo di finanziare e promuovere sul territorio lo sviluppo della cultura toscana, che assegnati a quelle onlus, enti locali, pro loco, associazioni culturali e istituti scolastici che vogliano creare iniziative.
Il Comitato Pro Torano, guidato dalla sua direttrice artistica Emma Casté, cogliendo questa opportunità, ha dunque invitato istituzioni e studiosi locali, per parlare di Toscana e di Carrara, scegliendo come cornice scenografica, la meravigliosa Aula Magna dell'Accademia di Belle Arti e come cornice musicale, un delizioso concerto per flauto, clarinetto e fagotto, con le musiche di Simone Mayr, tenuto da I Solisti della Camera Musicale Fiorentina a conclusione dell'incontro. Non poteva mancare alla cerimonia, il consigliere regionale Giacomo Bugliani, uno dei maggiori sostenitori dell'ultimo disposto regionale che disciplina le modalità organizzative della Festa. «Una Festa pensata per consolidare la consapevolezza di essere parte di questa bella Regione» afferma il consigliere, nel ricordare come l'abolizione della pena di morte abbia costituito un importante atto di civiltà nato sulla scia dell'Illuminismo e di come lui stesso abbia promosso il riconoscimento di altre feste che celebrano la toscanità, prima fra tutte il capodanno toscano, il 25 marzo, giorno in cui la Chiesa cattolica ha collocato la festa dell'Annunciazione.
«Questo passaggio - ha chiosato Bugliani - ha segnato un importante momento storico non solo per la Toscana ma per l'intero Paese». Anche Fiorella Fambrini ha avuto parole di apprezzamento per l'iniziativa che, secondo la vicesindaco, ha il merito di vedere coinvolta l'Accademia: «Inserendosi per questo motivo con coerenza, nelle linee di indirizzo delle Politiche dell'istruzione e della Formazione che nell'Accademia riconoscono il vertice dell'offerta formativa territoriale e inserendosi nello spirito del pragmatismo illuminato del Granduca Pietro Leopoldo».
Figura quest'ultima, a cui anche l'assessora Giovanna Bernardini ha voluto ricondursi, per raccontare la grandezza del suo pensiero illuminato: «Perché le prime idee di libertà, di uguaglianza e di indipendenza si sono avute con Leopoldo, che fu il primo a liberalizzare il prezzo del pane che all'epoca costava troppo per via dei dazzi doganali e che aveva ridotto alla fame i cittadini, che progettò una Costituzione e che assecondò una religiosità più libera e non politicizzata e a cui dovrebbero ispirarsi quelle riforme rivolte al sociale che mancano oggi al nostro Paese». Tra gli studiosi presenti, Beniamino Gemignani, quale membro della prestigiosa"Accademia dei Georgofili" che parlando con toni preoccupati ha invocato un cambio di rotta per Carrara. «Voglio che il mio intervento parta da due notizie-ha esordito lo storico-la notizia della decisione della nuova direzione dell'Accademia di aprire al pubblico le sue stanze e aule, perché bisogna farla conoscere, perché si conoscano le meraviglie che ci sono dentro e perché possa prendere contatto con la città e si ricordi di essere nata in funzione del marmo di Carrara e la notizia delle difficoltà dell'ultimo laboratorio storico, di marmo a Carrara: gli studi Nicoli, l'ultimo, quando nel dopoguerra ne esistevano ben 30. Perché vorrei che ci si interrogasse sui motivi che hanno portato Carrara a diventare una città solo di cavatori e la scultura a Carrara in disgrazia. Oggi a Carrara ci sono solo cave e segherie-ha concluso Gemignani- ma se non facciamo qualcosa concretamente, coinvolgendo Accademia, Amministrazione comunale e industria in una unicità di intenti, morirà anche l'ultima speranza di vedere rinascere la scultura in città».
Lo stesso professore di scultura all'Accademia Piergiorgio Balocchi ha asserito: «Il rapporto tra scultura del marmo, intesa in primo luogo come scultura del marmo a Carrara, è evidentemente indissolubile e connesso in svariati e complessi modi, tra l'Accademia e la città».
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