Meteo
E Carrara si riscopre mondana e melomane
Pellicce, fiori, e un foyer super affollato: il teatro Animosi conquista il pubblico E gli Amici della lirica annunciano un concerto di solidarietà per i terremotati
CARRARA. Le romanze più struggenti, da “Un bel dì vedremo” della Madame Butterfly a”Mi chiamano Mimì” della Boheme, fino a “E lucean le stelle” di Tosca e al tema del Nabucco di Verdi. Passando per la tradizione del melodramma, in punta di voce. E di bacchetta.
Un pubblico delle grandi occasioni e l’entusiasmo di una serata eccezionale, quella che ha rialzato il sipario, dopo cinque anni e un maquillage da tre milioni di euro, sul teatro Animosi.
E fra i protagonisti dell’evento che ha segnato la “riconsegna” del teatro cittadino ci sono stati senza alcun dubbio gli Amici della lirica carraresi. Nato nel 1973 il circolo Angelo Mercuriali (presieduto da Carlo Menconi) vanta 250 soci e una grandissima passione per la musica: a portare a Carrara le superbe voci e l’orchestra del teatro Carlo Felice di Genova sono stati proprio loro. Un concerto straordinario, dedicato alla memoria di Tiziano Testai, chirurgo estetico di origine viareggina, carrarese d’adozione, che è stato fra i soci più assidui e presenti del circolo Mercuriali ed è scomparso l’ottobre scorso. E un impegno preso con la città e con la solidarietà: un nuovo appuntamento lirico, curato dal circolo stesso, per raccogliere fondi per le zone terremotate.
Intanto un piccolo gesto è stato fatto proprio nella serata di domenica: un assegno che il circolo Mercuirali ha consegnato al soprano Donata D’Annunzio Lombardi e che lei, consegnerà al sindaco del suo paese, Amatrice.
Questi sono stati alcuni dei momenti toccanti di una serata che ha sfiorato spesso le corede della commozione: quella del sindaco Angelo Zubbani e dell’assessore alla cultura Giovanna Bernardini nei saluti prima dell’inizio del concerto, e quella un po’ di tutto il pubblico che, dopo cinque anni, ha potuto riappropiarsi del suo teatro.
È stata anche una serata mondana, ma senza eccessi. La passerella blu, stesa lungo piazza Garibaldi, ad esempio, l’hanno calcata in pochi e molti hanno preferito accedere al teatro senza troppi protagonismi. Solo con la grande voglia di esserci di nuovo.
Certo c’è chi ha tirato fuori la pelliccia e pure qualche toilette un po’ esagerata per il contesto, ma nel complesso Carrara ha affrontato la riapertura del suo teatro animata soprattutto da una grande e antica passione, quella per il bel canto. E che si fosse davanti a un pubblico attento e preparato lo si capiva subito, nel foyer, quando la discussione verteva sulle qualità del basso tuba, sulla bravura e la giovane età del maestro Andrea Battistoni che, con i suoi trent’anni, ha dimostrato che i fuoriclasse esistono, eccome.
Il resto della magia l’ha fatta il teatro Animosi che, si è ripresentato al suo pubblico con un’acustica perfetta (grazie al parquet rialzato di sei centimetri che impedisce il ritorno delle voci) che ha valorizzato ancora di più la bravura degli artisti presenti. E, proprio il successo del ritrovato teatro Animosi - ma non solo - ha fatto lanciare su facebook a Giorgio De Filippi una proposta ambiziosa: «Perché non lavorare per candidare Carrara ci come capitale italiana per la cultura 2019? Una sfida per il rilancio della città».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
