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Alì Piccinin: in teatro il pascià mortegiano
MASSA. La storia alla fine nasce un po' per caso – ma è così che nascono i racconti migliori – tra le pagine internet di un sito francese dal nome “I misteri di Algeri”. «Ho trovato un articolo di...
MASSA. La storia alla fine nasce un po' per caso – ma è così che nascono i racconti migliori – tra le pagine internet di un sito francese dal nome “I misteri di Algeri”. «Ho trovato un articolo di questo Alì Piccinin – racconta Riccardo Nicolai, autore del libro “Alì Piccinin. Un mortegiano pascià di Algeri” uscito nel 2015 e che adesso diventerà un'opera teatrale – bambino rapito, diventato corsaro e poi pascià, si parlava della moschea che ha costruito per amore di una principessa. Da qui ho preso spunto per iniziare delle ricerche durate un anno e mezzo e arrivare a creare il mio romanzo».
Ma chi è Alì o meglio Aldino? «Alì è un bambino di Mirteto che alla fine del 1500 fu rapito dai corsari barbareschi durante un'incursione sulla terra ferma – spiega Riccardo – arrivato ad Algeri venne comprato dal rais al mercato degli schiavi, seguendo i consigli del suo padrone si fece musulmano e il piccolo Aldino, questo il suo vero nome, prese il nome arabo di Alì Piccinin». La storia di Alì è un racconto che lega amore e fantasia, storia e avventura «per questo è stato difficile creare la sceneggiatura – spiega Alberto Nicolai, fratello di Riccardo e autore dell'opera teatrale che il 28 e il 29 gennaio porterà nelle sale del teatro Guglielmi il personaggio – è un romanzo complesso, per le ambientazioni, per i tratti molto descrittivi, ho dovuto riscrivere molte cose, togliendo parte dei personaggi, intensificando e inventando cose che nel libro non c'erano e alla fine sono arrivato al mio Alì Piccinin...se non me lo avesse chiesto lui non avrei mai realizzato questa sceneggiatura» dice ridendo Alberto. La storia di Alì è una storia che incanta, a cominciare da Riccardo che ha voluto ripercorrere il viaggio fino ad Algeri per immedesimarsi nel personaggio. «Le ho chiamate le passeggiate di Alì – continua l'autore del romanzo che presto verrà anche tradotto in francese – volevo esperire le sensazioni che poteva avere fatto lui. La kasbah di Algeri dove ha vissuto è rimasta intatta, me lo immaginavo al palazzo del rais o alla moschea che aveva costruito per amore della sua principessa e che esiste realmente».
L'opera teatrale porterà sulla scena circa quaranta personaggi «Gabriele Manfredi sarà Alì – spiega Alberto – hanno partecipato l'associazione Arte in Movimento di Carrara, la scuola di danza Urban Concept Accademy, l'agenzia formativa Softlink e tutti i miei ex allievi che da più di vent'anni mi stanno vicino». E la magia del piccolo Aldino divenuto corsaro, rais e infine pascià non finisce di certo qui, sì perché alla prima di sabato 28 gennaio accanto ad Alberto e Riccardo ci saranno anche ospiti dall'Algeria e da Parigi a cominciare dal giornalista che pubblicherà l'opera in lingua francese, «ci sarà l'architetto che ha seguito il restauro della moschea di Alì – racconta Riccardo – e infine ci sarà anche la discendente della principessa, è un'antropologa parigina che mi ha contattato e che verrà a vedere lo spettacolo».
Alessio Profetti
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