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Animosi, su il sipario Emozione e folla per il teatro più bello
Il sindaco Zubbani: «Carrara ha ritrovato il suo simbolo» L’assessore Bernardini: «Mai perso la speranza. Che gioia»
CARRARA. È una serata gelida ma tutti i brividi, ieri sera, erano per il teatro Animosi che rialzava il sipario per il concerto inaugurale. Una passerella azzurra e tanta emozione nel foyer. Cioccolatini per gli spettatori, rappresentanti di una città concreta che ha una voglia matta di risedersi nelle poltroncine rosse del suo teatro. La parola d'ordine è «finalmente» e a teatro si rivedono gli intenditori, gli appassionati. Ci sono poi le istituzioni, consiglieri comunali, professionisti, industriali, il vescovo Giovanni Santucci. Alle 20 e 40 salgono sul palco l'assessore Giovanna Bernardini, il sindaco Angelo Zubbani e il presidente degli Amici della lirica Carlo Menconi. L'emozione è palpabile.
Parla il sindaco: «Carrara ritrova il suo simbolo: si poteva fare meglio? Si poteva fare prima? Certamente sì ma abbiamo scelto la strada più ambiziosa e abbiamo scoperto qualche magagna del passato». Poi arrivano le scuse del sindaco che ringrazia Carrara della sua pazienza. L'assessore Bernardini si rivolge commossa alla platea: «Sapevo che gli Animosi sarebbero tornati alla città. Mai per un momento ho perso la speranza: anche quando Carrara si infuria è una meravigliosa città. E questo teatro è un’opera che dà gioia».
Dopo i saluti di rito la sinfonia del Barbiere di Siviglia alle 20 e 52 fa rivivere il palco degli Animosi. Si alza il sipario.
Quel sipario amaranto, con le passamanerie, le frange dorate e lo stemma della città di Carrara cinque anni fa, all’inizio dei lavori dentro al teatro Animosi, lo ha messo via il macchinista, Enrico Corona. Lo ha riposto in un baule, con la naftalina, proprio come si fa durante il cambio stagione con i cappotti più preziosi. «Quando lo abbiamo tirato fuori abbiamo tirato il fiato - racconta Vittoria Vatteroni, per tutti Tola e per chi ha lavorato a stretto contatto con lei e con l’ufficio cultura negli ultimi anni, semplicemente la “signora Animosi” - Lo abbiamo aperto: era intatto, ci siamo emozionati!»
Quel sipario troneggia come un bellissimo manto a proteggere quel palco, completamente rinnovato, «con la pendenza adatta anche per la danza» assicura l’assessore alla cultura Giovanna Bernardini, che ieri sera si è alzato per la prima volta, per il concerto inaugurale voluto e organizzato grazie all’energia e all’impegno del circolo degli Amici della lirica Angelo Mercuriali di Carrara.
«Così è rinato il teatro». La grande giornata della riapertura degli Animosi è cominciata ieri mattina. Alle 11, puntuali e un po’ emozionati, erano già schierati davanti all’ingresso del teatro, il sindaco Angelo Zubbani, gli assessori Giovanna Bernardini e Dante Benedini, il dirigente dell’ufficio cultura Ildo Fusani, Vittoria Vatteroni, l’ingegnere di palazzo civico Cesare Marchetti e il presidente degli Amici della lirica, Carlo Menconi.
Il tour comincia dalla platea: una paltea nuova e profumata, con le poltroncine rosse e i palchetti restaurati, con le sbarre di ordinanza necessarie per ragioni di sicurezza.
Per terra un parquet di legno chiaro rialzato di sei centimetri dal suolo: «Questo consentirà un buon ritorno della voce - afferma l’assessore Bernardini - un problema che in passato aveva creato alcuni disagi per la rappresentazione delle opere liriche».
Il sindaco Zubbani indica il palcoscenico, si avvale delle spiegazioni tecniche dell’ingegner Marchetti e afferma: «Abbiamo cominciato i lavori per l’adeguamento della struttura e alle normative antincendio e l’abbattimento delle barriere architettoniche. Poi, come succede spesso quando si fanno i lavori di ristrutturazione in casa propria, abbiamo deciso di fare di più e meglio: siamo andati, per dirla in termini calcistici, ai supplementari».
Lavori che, lo ricordiamo, sono costati oltre 3 milioni di euro, finanziati da Comune e Regione. «Abbiamo fatto un intervento per l’adeguamento sismico - conferma l’ingegner Marchetti - il certificato di collaudo è stato depositato, adesso è tutto a norma».
Un ascensore nuovo di zecca e un ridotto che torna a splendere. Prima, in quella parte del teatro, c’era un bar. Adesso ha trovato posto un ascensore in vetro e acciaio che consente l’ingresso ai disabili . La pavimentazione è tutta di marmo bianco, lo stesso materiale, simbolo di Carrara, che orna la biglietteria completamente rinnovata. E c’è il marmo bianco anche nei camerini: in questo caso la fornitura è stata la donazione di un industriale del marmo, Roberto Graziani che ha regalato le marmette per quella parte del teatro.Di nuovo- e di fondamentale importanza - c’è anche un carroponte, una torre a fianco del teatro stesso, che consentirà di portare al livello del palcoscenico l’attrezzatura per i vari spettacoli. Un altro grande risultato è il “ridotto”: poltroncine igienizzate, pavimento nuovo, tapezzeria restaurata per ridare all’ambiente l’antico splendore.
Il giardino ritrovato e la facciata nei colori originali. Uno spazio verde, accanto all’ingresso del teatro, completamente recuperato (grazie al lavoro di Amia) e una facciata in stile “toscanico” che ha ripreso il colore originario, attraverso uno studio degli intonaci preesistenti e vari sopralluoghi degli altri edifici realizzati dall’architetto Giuseppe Pardini nella Lucchesia. Alla fine, sulla scelta della tinta, è arrivato l’Ok della Sovrintendenza.
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