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La 28 Aprile: «Dopo 4 anni Volpi vuole il Distretto al S. Giacomo»
MASSA. l'Associazione 28 aprile interviene nel dibattito sulla sanità. «Apprezziamo che il sindaco Alessandro Volpi dopo 4 anni abbia finalmente condiviso la necessità che la città ha bisogno di un...
MASSA. l'Associazione 28 aprile interviene nel dibattito sulla sanità. «Apprezziamo che il sindaco Alessandro Volpi dopo 4 anni abbia finalmente condiviso la necessità che la città ha bisogno di un Distretto sanitario-Casa della Salute e che quello di via Tambura è insufficiente e inadeguato. E apprezziamo che stia cercando la soluzione: prima nell'edificio di proprietà della casa di Riposo Ascoli (lungo l'Aurelia) dove vi è il Pet e la Scuola Infermieri, oggi nel vecchio edificio dell'ex-ospedale e nella parte ancora di proprietà della Ascoli. Apprezziamo infine anche che il sindaco oggi si sia convinto che la Regione troverà le risorse per consentire questa importante opera. Allora nel 2014, quando disdisse l'Accordo di Programma con la Regione e ne fece un altro, diverso, affermò a giustificazione della disdetta, tra l'altro, che "non ci sono i soldi per costruirlo, la Regione non ce li darà mai, è meglio usare i soldi (1,8 milioni) per ingrandire il distretto di Via Bassa Tambura. Cosa mai fatta», scrive Elena Cordoni per la 28 Aprile.
Ma il gruppo dei “pucciani” ripercorre anche i precedenti passaggi di questa vicenda. Nella precedente amministrazione, «quando Volpi era assessore alle Finanze, il consiglio comunale, approvò all'unanimità un atto di indirizzo dando mandato al sindaco Roberto Pucci di stipulare un accordo di programma con la Regione affinché il nuovo Distretto fosse collocato nella parte storica del vecchio ospedale: anni di trattative con la Regione e l'Asl - allora presieduta dalla stessa Teresa De Lauretis che oggi presiede l'Area Vasta - non portarono a niente. La De Lauretis espresse un categorico parere negativo preferendo dare corpo alla costruzione di un immobile nuovo anziché doversi ritrovare ad affrontare i problemi della messa a norma, di renderlo antisismico e i successivi problemi gestionali. Questa posizione portò alla ricerca di un nuovo sito che fu individuato nell'area della Stazione Una soluzione che, per inciso, avrebbe permesso anchela riqualificazione di quell'area abbandonata e degradata». La 28 Aprile ricorda inoltre che l’Asl, «base agli accordi, ha successivamente presentato un progetto per la riorganizzazione dell'area del vecchio Ospedale: demolizione della struttura (lato mare), residenziale sia nel padiglione Lombardi (lato Viareggio) che nell'area demolita, con una terrazza vista mare ed un percorso di valorizzazione del Monte di Pasta fino al Castello, con modifica della viabilità interna e parcheggi». Infine, un suggerimento: «Prima di procedere a questa scelta, il sindaco faccia ciò che in questi anni non è mai riuscito a fare: coinvolga i sindacati, le rappresentanze dei medici e degli operatori sanitari, il Tribunale dei diritti del malato, i cittadini, metta in piedi quella partecipazione che aveva evocato e promesso durante la campagna elettorale».
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