Il Tirreno

continuano le indagini dei carabinieri

Il sindaco ha messo di fronte le due delegazioni

Il sindaco ha messo di fronte le due delegazioni

PONTREMOLI. «No, non è possibile, non è giusto. Non siamo stati noi, non può essere stato uno di noi». È uno dei fuochisti di San Gemignano ma la partecipazione al momento di difficoltà è sincera,...

3 MINUTI DI LETTURA





PONTREMOLI. «No, non è possibile, non è giusto. Non siamo stati noi, non può essere stato uno di noi». È uno dei fuochisti di San Gemignano ma la partecipazione al momento di difficoltà è sincera, reale, simbolo di come i fuochisti "veri" pur nella sfida e nella voglia di far primeggiare il loro rione non dimenticano mai il rispetto per l'avversario e per la fatica, simmetrica, che le due fazioni ogni anno portano sulle spalle per tener viva questa tradizione.

Una pira simbolo della fatica di un anno nella raccolta dei bochi, nella complessa fase di montaggio, spazzata via venerdì sera, alla vigilia dell’appuntamento, dal gesto incivile ed irresponsabile di un "commando" che aveva gettato delle torce infuocate sulla parte alta della pira. I Carabinieri giunti in forze sul ponte Pompeo Spagnoli avevano interrogato i presenti cercando di trovare elementi utili alla scoperta degli autori del gesto. Sono quindi partite le indagini e le forze dell'ordine visioneranno anche le telecamere presenti in città per provare a risalire ai colpevoli.

Ieri pomeriggio, un incontro, promosso dal Sindaco Lucia Baracchini, tra le delegazioni dei fuochisti di San Nicolò e San Gemignano in cui tutte le parti in causa hanno condannato il gesto di venerdì sera che rischia di mettere in discussione una tradizione centenaria come la "disfida" dei falò. Ma certo se c'è qualcuno che ha reagito alla grande sono proprio i fuochisti di San Nicolò. Non era ancora completamente bruciata la pira che era già arrivata una decisione, tanto certo e sicura che sembrava scolpita nel marmo, «il falò di San Nicolò si farà». E conseguentemente era arrivato poco dopo un comunicato ufficiale: «Nonostante l'incresciosa deplorevole infamante azione di persone che non hanno mai incarnato il vero spirito della disfida dei falò, domani (ieri sera per chi legge)alle 19,30 la nostra pira verrà ugualmente accesa perché noi fuochisti di San Nicolò crediamo che le tradizioni siano più importanti di gesti vigliacchi». E così già all'alba di ieri i fuochisti del Vaticano erano all'opera, recuperati dei bochi "di riserva" hanno montato la pila con lo stesso spirito e determinazione, anzi forse qualcosa di più, con cui avevano ripetuto quegli stessi gesti solo una settimana fa. Numerose gli attestati di vicinanza e di affetto dimostrato dalla cittadinanza. Queste le parole del Comitato falò di San Gemignano: «Il Comitato si dissocia e condanna totalmente questo gesto, rifiutando ogni eventuale addebito rispetto alla paternità dell'atto vandalico. Rimaniamo convinti che un falò fuori data non rientri nella tradizione della sfida ma abbiamo assoluto rispetto per la fatica dei fuochisti di San Nicolò e per il loro lavoro svolto in condizioni meteo proibitive per sollecitare o anche solo applaudire un atto del genere». Ma da alcuni fuochisti del patrono vengono parole decisamente più sentite e partecipi come quelle di un membro storico di San Gemignano come Danilo Berton «sono più che convinto della nostra estraneità di quest'atto ignobile, inutile e pericoloso che mette soltanto a rischio i falò futuri e tutta questa storica e importante disfida». (r.s.)

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Primo piano
Nel Pisano

Rave party non autorizzato a Santa Luce, oltre 2mila persone nel bosco: scatta il piano di sicurezza – Video

di Matteo Scardigli