Il presidio
Giù nell’abisso delle Apuane
Gruppo di speleosub scende nella grotta Olivifer a 1.250 metri di profondità: un’avventura no limit
MASSA. Gli Speleomannari tornano a sfidare le profondità delle Alpi Apuane. La mèta è il sifone terminale dell'abisso dell'Olivifer, che si apre sulle pendici del monte Grondilice e che scende fino a 1.250 metri di profondità. Il 7 dicembre di due anni fa lo speleosub di fama nazionale Luca Pedrali, accompagnato da altri 17 Speleo Mannari, gruppo di appaassionati speleologi toscani, conquistò il record italiano di immersione in profondità raggiungendo i meno 1.360 metri di dislivello nel sifone finale dell'abisso Paolo Roversi, anch’esso sulle Alpi Apuane. Adesso, il gruppo speleo torna nelle profondità dei monti del marmo, dove si aprono alcuni dei più profondi abissi italiani.
L’avventura è cominciata nel pomeriggio di ieri, quando – divisi a squadre – Pedrali e gli altri speleologi sono entrati nella grotta. Uno degli obiettivi della speleologia moderna è dare delle risposte alla più ancestrale delle domande che si è posto l'uomo fin dai suoi primordi - spiegano gli Speleomannari -. «Cosa c'è oltre il limite del conosciuto? La continua ricerca dell'ignoto è la spinta propulsiva che anima le esplorazioni speleologiche, da non confondersi con altri tipi di speleologia come quella più ludica delle visite in grotta. Qui si sta parlando di vere e proprie spedizioni a grandi profondità, con l'obiettivo di superare i limiti che la cavità per sua natura e morfologia oppone all'uomo».
L'Olivifer è il nome della grotta che si trova sulle pendici meridionali del Grondilice. È una tra le più profonde d'Italia, una cavità che affonda nella roccia per oltre 1000 metri alternando pozzi verticali, da scendere con corda a cunicoli strettissimi, dove è possibile avanzare solo strisciando.
Il gruppo speleo è formato da uomini provenienti da tutta Italia, che nei giorni scorsi ha approntato la discesa, armando la grotta, ed ha trasportato al campo base materiale e attrezzatura per l'immersione di Pedrali nel sifone situato nel punto terminale della grotta. Lo scopo di questa immersione è scoprire cosa c'è dopo - spiegano gli speleo - . Generalmente i sifoni di una grotta sono dei condotti allagati che separano sezioni della stessa: una sorta di passaggio segreto che può svelare altri ambienti finora inesplorati, oppure mettere in congiunzione due cavità prossime tra loro.
L'impresa sotto il Grondilice non sarà affatto facile: il gruppo dovrà trasportare scendendo per oltre 1.000 metri, fino al sifone, tutto ciò che è necessario per la permanenza a tali profondità e garantire la necessaria assistenza aerea allo speleosub, che tuttavia si dovrà immergere da solo e continuare l'esplorazione nella parte sommersa della grotta.
A questa esplorazione va annoverata la presenza dello scultore e speleologo fiorentino, Filippo Dobrilla, che per l'occasione preparerà una scultura pagana che verrà lasciata nelle viscere della terra dove poi eseguirà una performance artistica propiziatoria.
L'uscita dalla grotta degli avventurosi del viaggi nelle viscere della terra è prevista nella giornata di oggi.
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